Felici insieme: una piccola guida per i proprietari di cane

Ogni cane è unico (non esistono due cani uguali), ogni proprietario è unico e ogni binomio cane-proprietario è unico.

Visto questo, si potrebbe pensare che anche la strada per la felicità sia unica per ciascun binomio cane-umano.

Da un certo punto di vista lo è sicuramente – quello che rende felici Oban e me insieme non è lo stesso di Vittorio e Oban, ad esempio e quello che rende felici noi non è lo stesso che rende felici altri cani e i loro umani – da un altro, però, ci sono alcune cose necessarie per una vita felice insieme, sono quelle di cui ci occupiamo oggi. La lista è in ordine più o meno casuale.

#1. Scegliere il cane giusto

La premessa per una vita felice insieme sia per gli umani sia per i cani è che cane e umani siano compatibili. Visto che i cani non possono realmente scegliere da chi andare, la responsabilità di formare la giusta unione è degli umani. Tanti sostengono che la scelta del cane giusto è una non questione perchè basta amare i cani per farli stare bene. Ecco, no. Gli umani tendono ad essere umano-centrici e molto spesso non si rendono conto che i cani non sono felici, anche se sono ‘amati’ (metto tra ‘ ‘ perchè non so quanto si possa sostenere di amare qualcuno quando poi nella realtà non si fa tutto il possibile perchè stia bene e sia contento). Scegliere un cane adatto a sè e al proprio stile di vita è la base per una vita felice insieme.

#2. Comunicare con il cane

Chiacchierare, parlare, sussurrare, usare i gesti e le espressioni, non importa come (ovvio, escluso il gridare e l’usare violenza fisica e/o verbale che sono un no assoluto), quello che conta è comunicare. Dove non c’è comunicazione non c’è comprensione e dove non c’è comprensione ci sono problemi. Comunicare (bene) è la base su cui si costruiscono il legame e la relazione tra il cane e l’umano, ed è l’elemento che le mantiene e le rafforza. Un ingrediente fondamentale per una vita felice insieme quindi è comunicare con il cane. Comunicare vuol dire non solo dare comandi per educare, vuol dire anche raccontare, spiegare, rassicurare, elogiare, confortare, rendere partecipe di ciò che succede nel mondo.

#3. Ascoltare il cane

I cani non parlano ma sono grandi comunicatori, ascoltarli è uno degli ingredienti fondamentali per una vita felice insieme. Cosa ci dicono i cani? Di tutto. Come si sentono, cosa amano, cosa non amano, cosa vorrebbero fare, quanto ci vogliono bene,  di cosa hanno bisogno, etc. etc.

#4. Siamo una famiglia

Perchè si possa parlare di una vita felice insieme per cane e umani, il cane deve essere considerato e trattato come un vero e proprio membro della famiglia.

#5. Farlo/a sentire capito/a e apprezzato/a

Legato ai punti che precedono. Ogni cane è un essere complesso, ricco di emozioni, sentimenti e stati d’animo ma è anche un individuo a sè, con il suo carattere, la sua personalità, i suoi gusti, i suoi punti di forza e i suoi punti deboli. Tutto questo vuol dire che deve essere apprezzato per chi è. Non è facile. Il principio è lo stesso che vale per la relazione tra umani – quando si sta con qualcuno, amare vuol dire apprezzare l’altro/a per chi è e non cercare di trasformarla in chi si vorrebbe che fosse. Un elemento importante della vita felice insieme è che il cane si senta capito/a e apprezzato/a per chi è. Capire chi è quel cane che si è accolto nella propria vita, sapere cosa pensa, cosa lo fa sentire bene, cosa non lo fa sentire bene, sapere di cosa ha realmente bisogno, è molto difficile. Un educatore cinofilo professionista, serio e preparato, apre il cane ai suoi umani e aiuta ad avvicinarli.

#6. Andare insieme a scuola

Qualcuno potrebbe ridere leggendo questo titolo ed effettivamente può suonare un po’ buffo ma quello che significa ha il suo perchè, e parlo per esperienza personale. Andare a scuola insieme può voler dire diverse cose che hanno un elemento in comune: la presenza di un educatore cinofilo (professionista serio e preparato). Per chi ha un cucciolo può voler dire frequentare puppy classes, per i più grandi, ad esempio, andare a classi di socializzazione o lezioni individuali. Qualcuno potrebbe obiettare Io non ho problemi con il mio cane non ho bisogno dell’educatore. Io ho esperienza di cani, questo non è il mio primo, a cosa mi serve l’educatore? Potrebbe commentare qualcun altro. Il fatto è che chiunque abbia un cane, anche se non ha problemi apparenti, anche se ne ha avuti altri, beneficia dell’accompagnamento di un educatore cinofilo (che, ripetiamo, deve essere professionista, serio e preparato). Il motivo è uno: se anche ci sono regole valide per tutti, ad esempio che il guinzaglio deve essere tenuto morbido o che i metodi coercitivi violano la natura del cane o che le uscite belle per i cani hanno determinate caratteristiche, ogni cane è un mondo a sè che deve essere scoperto e l’aiuto che un educatore cinofilo può dare per capire quell’individuo cane e quindi gestire e interagire nel modo migliore con lui/lei, è incalcolabile. Come si fanno i compiti con i figli umani così si fanno quelli con il figlio peloso. Non è esagerazione o fanatismo, è semplice rispetto della natura del cane e compimento di una delle responsabilità derivanti dall’essere proprietario di cane. Posto che educare il cane richiede la presenza attiva e dedita del proprietario e bisogna tenersi lontanissimi da chi propone soluzioni chiavi in mano per cui prende il cane e lo restituisce ‘educato’ e pronto all’uso, se anche fosse possibile, che senso avrebbe lasciare ad altri una parte così importante della vita della creatura pelosa e della relazione umano-canina? Nessuno.

#7.Vivere realmente insieme

C’è chi prende il cane e poi non fa niente con lui/lei. Quando deve uscire c’è il dogsitter (se gli va bene); quando si parte per vacanza, che sia il week end o periodi più lunghi, va in pensione; di giorno si lavora per cui lo si lascia da solo/a a casa; la sera ci si va a divertire e lo/a si lascia. E quando si tratta di educarlo, beh, affidiamone la gestione a qualcun altro. Ecco, anche no.  La natura del cane è tale che vale la pena prenderlo se lo si vive pienamente e si sviluppa il potenziale della relazione con l’animale, altrimenti non ce l’ha. Vivere con il cane vuol dire imparare insieme, uscire insieme, scoprire insieme, divertirsi insieme, riposarsi insieme, andare in vacanza insieme, etc. etc. etc.

#8. Giocare insieme

Giocare è importantissimo per i cani e giocare con il proprio cane è anche tanto tanto importante per i proprietari. Giocando ci si conosce, si imparano regole, si impara a fidarsi uno dell’altro, ci si diverte, si rafforza la relazione. Ovviamente il gioco non deve essere in alcun modo violento o punitivo. Da notare che la vecchia convinzione che gli umani devono vincere sempre se no i cani pensano di essere chissà chi è sbagliata. Il gioco è una relazione, ogni tanto vince uno, ogni tanto l’altro, l’importante è che sia ben condotto e che ci si diverta.

#9. Accudirlo/a

I cani da soli non possono fare praticamente nulla, nemmeno su sè stessi e tanti di loro  apprezzano profondamente essere accuditi dai loro umani (ce ne sono alcuni per cui invece le attenzioni sono penose). La forma più basic di accudimento è lo spazzolare, che serve non solo al cane ma anche all’umano (rilassa molto) e rafforza la relazione umano-canina.

#10. Riconoscere, Rispettare e Soddisfare le esigenze del cane

I cani hanno predisposizione genetica, dalla razza o mix di, carattere, personalità  e gusti e hanno esigenze derivanti dal loro essere cani, da loro essere cani di quella razza o mix di, e dall’essere quell’individuo cane. Riconoscere, rispettare e risconoscere le esigenze del proprio cane è fondamentale per il suo benessere e per la sua felicità.

#11. Non lasciarlo solo/a a lungo

Un cane abbandonato a sè stesso per ore e ore, o addirittura tenuto isolato dagli umani, è un cane che soffre ed è infelice. Non ci sono scuse o spiegazioni – Meglio solo che in canile; Ah ma io devo lavorare; Ho diritto a una vita pure io, e via dicendo. Lasciare il cane da solo per ore e ore è una forma di maltrattamento. Un altro elemento per una vita felice insieme è stare con il proprio cane.

Qualcuno potrebbe commentare ‘Ah ma in questa lista fanno tutto gli umani, i cani non fanno niente‘. Effettivamente potrebbe sembrare così ma la realtà è diversa.

La posizione dei cani nel mondo è molto difficile. Vivono con gli umani, dipendono dagli umani in tutto e per tutto, sono umanizzati (non sto dicendo che sono umani) ma sono animali, con regole di comportamento, caratteristiche ed esigenze alcune di fatto uguali a quelle degli umani ma anche altre molto lontane da quelle degli umani (una tra tutti, estrema ma rende bene il concetto – per i cani uccidere non è un reato, nel mondo umano in cui vivono sì) e allo stesso tempo hanno consapevolezza, sentimenti, emozioni e stati d’animo per cui si rendono conto di come sono trattati e considerati.

Perchè possano avere una vita felice hanno bisogno che i loro umani si impegnino per dargliela.

Quello che i cani fanno per gli umani è dare se stessi e poche cose al mondo arrichiscono la vita degli umani e la rendono felice come condividerla con un cane felice.

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Lauretana
Written by Lauretana
La mamma umana di Oban. Ama la montagna, leggere e scrivere, ha un debole per la mozzarella. Pensa che i cani siano creature straordinarie e la vita con loro un'esperienza meravigliosa. Come il suo peloso, è riservata e abbastanza timida. Tra i suoi amici più cari, due quadrupedi, Baffina, che abita vicino a casa, e Robin, che è andato in cielo e resterà per sempre nel suo cuore.