I cani sono molto più speciali di quello che si pensa

Centinaia di milioni di persone ovunque nel mondo hanno il cane (secondo alcuni dati, solo in Italia 6 milioni di famiglie hanno almeno un esemplare di canis lupus familiaris), i cani sono ampiamente usati dagli umani (dal salvataggio alla guardia, dalla conduzione del gregge alle terapie assistite, dalla sicurezza alla compagnia, gli ambiti in cui i cani sono impegnati sono innumerevoli) e non si può nemmeno dire che sia una moda recente visto che la vicinanza tra cani e umani risale a migliaia di anni fa (ed è tanto forte che si parla addirittura di coevoluzione tra le due specie).

Visto questo verrebbe da pensare che gli umani sappiano come sono speciali i cani, eppure non è così.

Incredibile ma vero esiste ancora chi li considera oggetti, chi li considera nemici e chi non li considera proprio e anche tra chi non è per niente ostile nei loro confronti c’è una generale tendenza a sottovalutarli.

L’argomento di oggi è perchè i cani sono molto più speciali di quello che si pensa.

I cani hanno doti e capacità straordinarie

La verità sui cani

La verità sui cani è che sono molto diversi e molto di più di quello che si pensa comunemente.

E’ difficile crederci vedendoli rotolarsi nella melma, sbavare a livelli inverosimili alla sola vista di un biscotto, leccare pipì come se fossero il miglior champagne o mangiare cose innominabili.

Eppure è così.

Quei soggetti pelosi sono straordinari e hanno doti e capacità strabilianti.

Vediamo alcuni motivi per cui i cani sono più speciali di quello che si pensa.

Sono unici

Forse un’ovvietà ma nemmeno tanto: ogni cane è un individuo a se, con il suo carattere, la sua personalità, i suoi gusti, la sua storia, la sua predisposizione, i suoi motivatori, i suoi tempi, i suoi perchè.

Nonostante le apparenze possano ingannare, non esistono due cani uguali e la diversità di ciascuno è così importante che alcuni etologi ritengono superi addirittura il peso della razza (il che non vuol dire che la predisposizione di razza non debba essere attentamente valutata quando si sceglie il cane).

La realtà è che ogni cane è un mondo a se, da scoprire e amare per chi è (è uno dei motivo per cui prendere un cane pensando che sia come quello che si aveva prima, come quello dell’amico, come quello visto alla televisione, è garanzia di sorprese, non necessariamente apprezzate).

La straordinarietà del gioco

Noi pensiamo gioco = divertimento e applichiamo l’idea anche ai cani Ah che carini, guarda come giocano, come si divertono.

In realtà per i cani il gioco è molto molto molto di più che solo divertimento ed è straordinariamente importante.

Il gioco contribuisce a soddisfare importanti esigenze cognitive, emotive e biologiche. Ad esempio:

  • Giocare serve ai cuccioli per sviluppare competenze sociali necessarie e fondamentali per la vita.
  • Giocare aiuta a sviluppare e mantenere legami sociali.
  • Giocare aiuta a sviluppare competenze sociali, tra cui saper leggere e comprendere (spesso mentre si corre) i segnali, a volte complessi a volte un po’ più semplici, che gli altri, sia cani sia umani, inviano.
  • Giocando si costruisce capacità motoria (è un bellissimo modo di fare attività fisica).
  • Giocando si imparano competenze importanti come controllare il morso.
  • Giocare aiuta a sviluppare quella che Mark Bekoff chiama flessibilità comportamentale, ossia saper gestire gli imprevisti.
  • Giocare insegna anche ad improvvisare ed è stato osservato che i cani si creano apposta situazioni inattese così da sfidarsi e prepararsi ad affrontare le sorprese.
  • Giocare aiuta il cane ad imparare a gestire emotivamente situazioni inattese e stressanti e a recuperare dalle sorprese.
  • Giocando si impara a non sbattere contro gli ostacoli (ad esempio, eventuali alberi, muri, etc.).

Nel mondo canino il gioco ha regole molto precise di correttezza che le parti devono rispettare; chi le viola viene sgridato e a seconda di come reagisce, il gioco continua o si interrompe.

Il gioco non è solo tra cani ovviamente: tanto importante è anche il gioco con i propri umani, che oltre a divertire e fare scherzi, serve tra gli altri a rafforzare la relazione e ad insegnare regole (motivo per cui è fondamentale che sia ben gestito da parte degli umani, e non sia mai violento o aggressivo).

Il rapporto con gli umani

Un aspetto straordinario dei cani è il rapporto che hanno con gli umani, tanto che alcuni sostengono sia indicativo della loro straordinaria intelligenza e sia il motivo per cui sono gli animali di maggior successo al mondo dopo gli umani.

Il rapporto dei cani con gli umani è semplicemente stupefacente e ha numerose dimensioni.

Il legame con i proprietari

Si sente dire che i cani sono come figli, generalmente nel contesto di persone che ridicolizzano il rapporto dei proprietari con il loro cane.

Quello a cui non si pensa è chi sono i proprietari per il cane e le più recenti ricerche scientifiche rivelano che il legame che si forma tra il cane e i proprietari è comparabile a quello tra figli e genitori.

In altre parole, per i cani i proprietari sono come i genitori per i bambini.

Emozioni, sentimenti e stati d’animo

Emozioni, sentimenti e stati d’animo hanno un ruolo centrale nella vita dei cani e nella relazione con gli umani.

I cani hanno una ricchissima vita emotiva, provano numerosi sentimenti ed emozioni tra cui amore, paura, gelosia, aspettativa, disgusto, preoccupazione, tristezza, dolore, amore, attaccamento, imbarazzo; conoscono l’ansia e lo stress e vivono tanti stati d’animo e i loro comportamenti, tanto spesso affrettatamente ed erroneamente giudicati, sono comunicazioni che esprimono come si sentono.

Già questo sarebbe tantissimo ma c’è molto altro.

I cani e lo stato emotivo degli umani

I cani sanno come si sentono gli umani perchè ne colgono gli stati d’animo con gli occhi, la mente e l’olfatto e perchè sanno interpretare quello che percepiscono.

In altre parole, i cani sanno se gli umani sono contenti, tristi, preoccupati, sereni, stressati, etc, etc. (addirittura c’è contagio emotivo tra umani e cani); e adattano i loro comportamenti in base allo stato emotivo degli umani.

Le parole

Vieni e il cane arriva

Vuoi la pappa? E gli occhioni si illuminano

Attento! E il cane si mette di lato e resta fermo fino a che non è sicuro riprendere quello che stava facendo

Dammi un bacetto E arriva una leccatina

No! E il cane si blocca

Portami la palla E arriva con la palla, non con la corda, il coniglio di peluche o un altro gioco, no, poprio con la palla.

Sono solo alcuni esempi ma sono sufficienti per raccontare un’altra straordinaria capacità dei cani: capiscono quando parliamo loro e distinguono le parole capendone il diverso significato.

Non sono umani, non parlano, eppure hanno imparato a gestire la comunicazione a parole degli umani. Noi non siamo così bravi a capire loro quando comunicano.

Lo sguardo

Un’altra cosa straordinaria dei cani è che con gli umani usano lo sguardo in modo umano.

Da quando sono cucciolini, i cani hanno la tendenza spontanea a cercare il contatto visivo con gli umani. I motivi per cui lo fanno sono diversi, prevalentemente per avere aiuto, conferma e sostegno.

Oltre ad essere una comunicazione, lo scambio di sguardi con i proprietari serve allo sviluppo della relazione di affiliazione e del legame con i proprietari, cosa che avviene tramite lo stesso effetto mediato dall’ossitocina che si verifica tra la mamma umana e i figli piccoli.

L’autorevolezza

Un termine comunemente associato ai cani è dominanza.

E’ usata come spiegazione per tutto: dal cane che non sta in area cani a quello che tira al guinzaglio, da quello che esce di corsa dalla porta di casa a quello che vuole salire sul letto, da quello che difende le cose a cui tiene a quello che non va d’accordo con gli altri cani, etc. etc. etc.

La dominanza è anche usata per giustificare l’uso di metodi e strumenti che abusano fisicamente ed emotivamente del cane per annullarlo.

In sostanza, chiunque non si trova bene con il proprio cane trova qualcuno pronto a sostenere che il problema è che l’animale è dominante.

La realtà dei cani è diversa, quella concezione di dominanza è scientificamente confutata, come abbiamo visto più volte, c’è invece una figura diversa di cane, poco nota e che dovrebbe essere (ri)conosciuta: si tratta del cane autorevole.

Il cane autorevole è quello che per personalità e competenze ha sponteaneamente il rispetto, per non dire l’ossequio, degli altri.

Non litiga a meno che non sia necessario, non fa rumore inutile, sa comunicare, sa gestire risorse, sa chiedere, sa gestire la libertà. Un’altra delle sue caratteristiche che lascia veramente stupefatti è che se lo ritiene necessario interviene per pacificare situazioni di tensione e non solo tra cani, anche tra i membri umani della famiglia.

Il cane autorevole, essendo poco noto è difficile sia riconosciuto come tale, viene spesso relegato alla discutibile categoria umana di ‘cane buono’.

Un olfatto prodigioso

Il senso principale dei cani è il loro olfatto, semplicemente prodigioso. con un organo ad hoc dedicato alla interpretazione degli odori.

Potentissimo, l’olfatto dei cani rileva, tra gli altri, cambiamenti ormonali (ad esempio, i cani sentono l’odore della paura e i cambi di glicemia nelle persone che soffrono di diabete, rilevano tumori, e anticipano le crisi epilettiche) e radiazioni termiche deboli.

L’olfatto è così importante per i cani che si dice che conoscono il mondo con l’olfatto e che vedono con il naso.

Hanno senso dell’umorismo

Un’altra caratteristica inaspettata dei cani è che hanno senso dell’umorismo. Il fatto poco noto è che i cani sono spiritosi e proprio come gli umani, anche tra i cani ci sono i molto spiritosi, i medio spiritosi e i più seri.

I cani apprezzano il divertimento e fare scherzi e ridono e sorridono! Prevedibilmente i loro scherzi sono diversi da quelli degli umani e vanno riconosciuti ma una volta capito quali sono, è una gioia vederli scherzare e scherzare con loro.

In conclusione

La tentazione di fermarsi all’apparenza dei cani è alta ma è tanto tanto importante andare oltre, non solo perchè le apparenze ingannano ma anche perchè dietro quelle quattro zampe, coda, occhioni e pelo, dietro quel ringhiare, mettersi a pancia in su, guardare adorante i suoi umani, c’è un universo emotivo, cognitivo e comportamentale ricchissimo (e veramente affascinante).

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Lauretana

La mamma umana di Oban, autrice di Senti chi Abbaia. Ama la montagna, leggere e scrivere, ha un debole per la mozzarella. Pensa che i cani siano creature straordinarie e la vita con loro un'esperienza meravigliosa. Come il suo peloso, è riservata e abbastanza timida. Tra i suoi amici più cari, due quadrupedi, Baffina, che abita vicino a casa, e Robin, che è andato in cielo e resterà per sempre nel suo cuore.

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