Home Il Benessere dei Cani Dall’alimentazione all’esercizio fisico: gestire al meglio il cane anziano

Dall’alimentazione all’esercizio fisico: gestire al meglio il cane anziano

Ieri parlavo con una amica di giardino e mi raccontava di aver festeggiato il 19esimo (!!!) compleanno del suo bassotto; la nostra amica Ginevra, una weimaraner, ha da poco compiuto 16 anni e di fronte alla Nina tredicenne con la sua umana commentavamo che non è tanto anziana.

In poche parole, guardandosi intorno ci si rende conto che i cani vivono più a lungo di un tempo e in generale è più lunga la loro aspettativa di vita. La aspettativa di vita si può calcolare con questa formula di Greer et al.:

13.620 + (0.027638 x cm altezza al garrese) – (0.118609 x kg peso)

La formula sull’aspettative di vita dice che:

  • fino al 50% dell’aspettativa di vita il cane è cucciolo e poi giovane;
  • dal 50% al 75% dell’aspettativa di vita è maturo
  • oltre il 75% dell’aspettativa di vita è anziano

Età cronologica e biologica

Qualche tempo fa abbiamo anche visto che come per gli umani anche per i cani esistono l’età cronologica e l’età biologica e non necessariamente coincidono: i cani, come gli umani, possono essere più giovani o più anziani (età biologica) degli anni che hanno (età cronologica).

Una corretta alimentazione, uno stile di vita sano e adeguato, e condizioni di vita adeguate sono la precondizione necessaria perchè il cane viva bene e più a lungo e le buone abitudini e buone condizioni devono essere adottate fin dalla primissima età, quando il cane è ancora cucciolo.

Quando il cane è anziano, proprio come gli umani anziani, ha bisogno di una gestione ad hoc che se da un lato permette alla creatura di essere protagonista e non spettatore della vita, allo stesso tempo tiene in considerazione le esigenze specifiche della età che avanza.

L’esercizio fisico è importante

Durante l’invecchiamento del cane, proprio come per gli umani, è normale che si presentino disfunzioni a diversi livelli, dall’affaticamento cognitivo (c’è il rischio di demenza senile) e cardiaco all’impoverimento delle funzioni articolare, digestiva e respiratoria.

Come accennavamo prima, lo stile di vita e la composizione corporea del cane influiscono in modo significativo su come invecchia, motivo per cui anche se si riduce la voglia di muoversi bisogna mantenere le uscite quotidiane. Non saranno identiche a quelle di quando era giovane e potrebbero richiedere anche parecchia pazienza (il passo può essere molto lento…) ma è molto importante che la creatura sia mantenuta attiva e sia adeguatamente e correttamente stimolata sia fisicamente sia mentalmente.

L’alimentazione

Un altro aspetto centrale della vita del cane anziano è l’alimentazione.

Le buone abitudini alimentari devono essere seguite sin da quando la creatura è piccina, lo abbiamo visto prima, e l’obesità è un problema diffuso tra i cani che per di più da anziani hanno la tendenza ad accumulare massa grassa e perdere massa muscolare, motivo per cui devono essere controllati (anche in questo c’è un parallelo con gli umani; per fare un esempio, una cosa è avere problemi osteorarticolari ed essere leggeri tutt’altra è averli e pesare molto per cui solo alzarsi, già difficile se si ha male alle zampe e/o alla schiena diventa ancora più faticoso).

Nel cane anziano possono cambiare il gusto e l’olfatto e alcuni alcuni accorgimenti relativi alla pappa sono utili; le parole chiave sono digeribilità e appetibilità.

Con la terza età ci sono possono essere anche problemi ai denti per cui anche la scelta della texture del cibo diventa importante: meglio dare un cibo più morbido oppure bagnare le crocchette con acqua o brodo vegetale (rigorosamente senza cipolla, tossica per i cani) per ammorbidirle.

A livello di singoli nutrienti non bisogna dimenticare:

  • Acqua: i cani anziani, proprio come gli umani, hanno meno stimolo per la sete. E’ opportuno controllare sempre quanta acqua assumono nella giornata per evitare la disidratazione.
  • Proteine: il fabbisogno energetico cala naturalmente, è quindi necessario diminuire l’apporto calorico e preferire alimenti con proteine digeribili.
  • Grassi: anche per i cani si distinguiamo i grassi buoni da quelli non buoni. Sono ottimi gli Omega 3 presenti nel pesce, che hanno funzione antinfiammatoria, e trigliceridi a media catena (MCT) contenuti nell’olio di cocco, che sono una fonte di energia prontamente disponibile utilizzata per migliorare il metabolismo a livello cerebrale e, quindi, anche per prevenire la disfunzione cognitiva.
  • Antiossidanti: sono da integrare nella dieta in quantità maggiore rispetto al fabbisogno per contrastare l’invecchiamento a livello cerebrale. Quindi largo a vitamina C presente nella frutta e vitamina E negli oli e semi vegetali, oltre a zinco, rame e manganese.

Il veterinario

L’invecchiamento è un processo naturale che porta quasi altrettanto naturalmente all’insorgere di patologie più o meno serie. Con l’avanzare dell’età è quindi suggeribile aumentare anche la frequenza del check up dal veterinario; una buona regola è farlo ogni 6 mesi.

Il veterinario è il riferimento anche per ricalibrare l’esercizio fisico, tarare la dieta sulle esigenze e i bisogni dell’individuo cane, particolarmente se ci sono problemi concomitanti come possono essere, ad esempio, malattie renali croniche. In generale, come dicevamo prima, è necessario sempre valutare la condizione corporea del proprio pet, tenendo monitorato il peso.

In termini di dieta, può essere utile inserire la fibra nel caso in cui la creatura abbia problemi intestinali, aiuta anche a controllare la glicemia e a contrastare l’insorgere del diabete.

Fonte: Amusi

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Lauretana

La mamma umana di Oban, autrice di Senti chi Abbaia, ama la montagna, leggere e scrivere, ha un debole per la mozzarella. Pensa che i cani siano creature straordinarie e la vita con loro un'esperienza oltre l'immaginabile che, incredibile ma vero, si scopre nella sua straordinarietà ogni giorno, anche dopo tanti anni con il cane.

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