I come e i perchè dell’accarezzare il cane

Una associazione quasi automatica che si fa comunemente è quella tra cani e carezze. Da un certo punto di vista non è sorprendente, la grande maggioranza dei cani che si incontra sembra molto contento di ricevere le attenzioni degli umani.

La realtà, come sempre con i cani, però, è più complicata di quello che si pensa. Un primo spunto lo da il ‘sembra’ nella frase ‘sembra molto contento’ iniziale. Come abbiamo visto ormai tante volte, la comunicazione dei cani è cosa molto complessa ed è facile ci siano incomprensioni nella interpretazione dei loro sentimenti e dei loro stati d’animo. Se si aggiunge che alcuni cani hanno un alto livello di tolleranza, è facile capire come si possa pensare che apprezzino le attenzioni quando magari in realtà le stanno soffrendo. La sorpresa all’idea, o magari all’esperienza, che un cane ha difficoltà con l’essere toccato viene dall’errata convinzione che tutti i cani vogliano essere accarezzati. Un rapido parallelismo con gli umani aiuta a spiegare la questione: come tra i bipedi c’è chi ama le carezze, chi le ama selettive, e chi non le apprezza, così è con i cani.

Detto questo, in riferimento alle carezze dei cani bisogna considerare anche il chi, il come, il dove e il quando. In altre parole, chi accarezza, come si accarezza, dove si accarezza e quando si accarezza fa differenza.

Partiamo dal quando. L’educatrice americana Karen B. London dice che per capire bene il punto è utile mettersi nelle zampe del cane. A molti umani piace un bel massaggio sulla schiena, dice, ma non tutti i minuti, e nemmeno necessariamente tutti i giorni, e nemmeno quando si sta discutendo una questione importante di lavoro, oppure quando si sta facendo sport o ancora quando si sta chiacchierando con una amica o altre situazioni. C’è momento e momento per le carezze e la regola come vale per gli umani vale per i cani. Anche per loro, dice la London, il momento migliore per una sessione di carezze è quando sono tranquilli e comodi, per un po’ separati dagli stimoli del mondo esterno, rilassati in camera o in salotto, sul divano o sul letto o per terra. Tra i momenti meno giusti per accarezzare i cani ci sono quando stanno incontrando un altro cane, quando stanno giocando, quando stanno lavorando, in generale quando sono impegnati in attività che richiedono concentrazione.

Come il quando conta il chi accarezza. Abbiamo visto che per i cani i loro umani sono diversi dagli umani in generale e da loro tollerano cose che da altri non accettano. Se per alcuni cani, quindi, non importa da chi vengono le carezze purchè ci siano, per altri essere toccati da persone che non conoscono è fonte di forte disagio. Per altri ancora, il nostro Oban ad esempio, è addirittura uno stress essere toccati anche da persone che conoscono e che considerano amiche. Visto che anche nei confronti delle attenzioni non volute i cani possono fare poco per tutelarsi, tocca agli umani ricordarsi di rispettarli. E’ sempre doveroso osservare i segnali che invia ciascun cane, possibilmente prima di allungare la mano per la carezza, così da sapere se ha effettivamente piacere di essere toccatoa/a o se invece preferisce di no. La gentilezza è ricambiata dalla gratidudine del quadrupede che si accorge che si ha avuto rispetto nei suoi confronti.

Un altro aspetto importante da considerare è il come delle carezze. Possono essere piacevolissime ma possono perdere il loro fascino se, ad esempio, la mano si muove come si muovono i piedi durante una sessione di tap dance. Il punto è che il modo in cui è toccato ha effetti sul cane – basti pensare alle pratiche che usano il tocco a scopo terapeutico, tra cui il TTouch e la fisioterapia. In altre parole, le carezze non sono tutte uguali.

Non si può dimenticare, infine, l’importanza del dove si accarezzano i cani. Posto che, come per tutto, ogni cane è un individuo a se con i suoi gusti e le sue preferenze e che l’individualità si applica anche alle carezze, ci sono alcune zone in cui generalmente i cani preferiscono non essere toccati e altre in cui apprezzano essere accarezzati. Tra queste ultime, ci sono la base della coda, la punta delle orecchie, il petto e il mento. E’ abbastanza comune, invece, che dia loro fastidio essere toccati sui piedi, sulle zampe posteriori e sulla testa. Quest’ultima è un punto critico perchè la testa di velluto, come la chiama Grazia Deledda, è un magnete per le nostre mani ma, gli esperti concordano, per i cani l’esperienza di essere accarezzati in testa non è piacevole.

Condividi
error: Content is protected !!