La natura affabile dei cani ha basi genetiche

I cani sono buoni, bravi, belli e tanto affettuosi.

Tutti i cani sono cattivi e pericolosi.

Alloggiate ai due poli opposti dello spettro, a grandi linee queste sono le due idee che gli umani hanno dei cani.

La realtà dei cani è ovviamente molto complessa e articolata, ogni cane è un individuo a se e oltre ad avere la sua predisposizione genetica data dalla appartenenza ad una razza piuttosto che un’altra (o mix di), ogni cane ha la sua personalità, il suo carattere, la sua storia, i suoi perchè.

Detto questo, poste le individualità di ciascuno, è indubbio che in generale i cani tendono ad essere amichevoli, più amichevoli che meno, basta pensare, ad esempio, che è scientificamente provato che i cani partono avendo una buona opinione degli umani e che se la cambiano è per via delle esperienza che ne fanno.

La natura amichevole dei cani non è una impressione e non è casuale, è l’argomento di cui ci occupiamo oggi.

Uno studio pubblicato sulla rivista Science Advances spiega che la natura amichevole dei cani ha una base genetica, la stessa che si trova negli umani che soffrono della Sindrome di Williams che risulta dalla microdelezione del braccio lungo del cromosoma 7, con poi variazioni da invididuo a individuo che li rendono alcuni più affabili e altri meno.

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