Abbiamo visto in passato che i Cani percepiscono e rispondono ai segnali emotivi degli umani in modo funzionale alle emozioni umane tramite segnali comunicativi, compreso interpretare le espressioni del viso umano e integrare i segnali facciali con i gesti direzionali (i movimenti del corpo che indicano una direzione, una posizione o un obiettivo verso cui muoversi o a cui prestare attenzione).
Gli studiosi ritengono sia una capacità che hanno sviluppato nei più di 10.000 anni di evoluzione condivisa con gli umani (nessuna altra specie si è evoluta così vicino a noi) e hanno osservato anche che i Cani hanno pattern di lateralizzazione cerebrale, attività cardiaca e risposte comportamentali che indicano sensibilità alle vocalizzazioni emotive umane e guardano molto più a lungo i visi le cui espressioni sono coerenti con le vocalizzazioni che le accompagnano, cosa che dimostra che hanno la capacità di integrare input bimodali (visivi e auditivi) per distinguere tra le emozioni umane positive e quelle negative.
Nei Cani l’olfatto è il senso primario, è altamente specializzato, ha un ruolo centrale nella loro percezione del mondo e, abbiamo visto in passato, ha un ruolo anche nella percezione degli stati emotivi: i Cani infatti sentono le emozioni umane anche con l’olfatto e hanno risposte comportamentali coerenti con i segnali chemosensoriali emotivi (gli odori e i segnali chimici prodotti dal corpo umano, ad esempio la sudorazione e le variazioni ormonali, che cambiano in base alle emozioni) associati sia alla paura sia alla felicità e la loro percezione del rischio e della ricompensa si modifica in risposta a questi segnali.
I Cani percepiscono con l’olfatto gli stati emotivi umani, li distinguono e ad essi rispondono, sono egualmente bravi a rilevare gli stati emotivi degli altri Cani in base agli odori e quale ruolo funzionale hanno questi segnali olfattivi? Alcune evidenze suggeriscono che tra i Cani esiste in reazione a segnali acustici ma non è ancora noto se ci sono risposte simili in seguito all’esposizione a odori emotivi.
Una recente ricerca pubblicata su Nature ha voluto scoprire proprio questo.
Rilevare con l’olfatto gli stati emotivi degli altri Cani
Alexandra Horowitz e Alice Wang, le autrici dello studio, hanno analizzato se negli odori rilasciati dagli altri Cani, i Cani sanno distinguere i diversi stati emotivi, come questi segnali olfattivi influenzano il loro comportamento, qual è il processo neuronale coinvolto e quale è il ruolo funzionale di questi segnali.
Una potenziale funzione della percezione degli odori emotivi è la comunicazione emotiva e il meccanismo fondamentale alla base di tale comunicazione è il contagio emotivo (il trasferimento spontaneo degli stati emotivi tra individui) che può fungere da precursore di processi cognitivi di ordine superiore come la teoria della mente e la assunzione di prospettiva.
Il contagio emotivo è stato dimostrato conferire vantaggi evolutivi nelle specie sociali, è ampiamente osservato tra conspecifici in vari animali sociali e, abbiamo visto prima, sappiamo che esiste tra Cani e umani, particolarmente per lo stress e l’ansia. Considerato che i Cani hanno emozioni e hanno le strutture neuroanatomiche necessarie per l’elaborazione emotiva di base è plausibile che anche loro come gli umani producano segnali chemosensoriali legati al loro stato emotivo e che li usino per comunicare tra di loro.
Per quanto riguarda il comportamento, i Cani usano la narice destra per indagare gli odori di ansia degli altri Cani, fenomeno che indica che sentire quegli odori attiva l’emisfero destro del cervello che è associato al processamento degli stimoli di arousal e ciò fa pensare che percepiscano questi odori come emotivamente intensi.
Le studiose hanno osservato che i Cani riconoscono le differenze negli odori associati agli stati emotivi degli altri Cani, tanto che rispondono con maggiore esitazione e apprensione quando sentono un odore di stress e hanno un comportamento molto più rilassato quando gli odori sono associati a stati emotivi positivi.
C’è anche differenza tra i maschi e le femmine, sentendo odori di stress le femmine avevano più comportamenti di stress, meno comportamenti di gioia e, rispetto ai maschi, cercavano una maggiore vicinanza ai propri proprietari; in altre parole, hanno una risposta più intensa e più avversiva all’odore dello stress. Un dato che ha aperto un altro filone di domande è che la fonte dell’odore erano altre femmine per cui è possibile che nella elaborazione e risposta agli odori dei conspecifici i Cani considerino anche il sesso di chi li emana.
Un’altra questione di grande interesse emersa dallo studio è che è possibile che i Cani rispondono in modo diverso ai segnali emotivi provenienti dagli odori umani rispetto a quelli provenienti dai conspecifici.
Conclusione
Lo studio ha mostrato che i Cani comunicano stati emotivi ai loro conspecifici attraverso segnali olfattivi anche quando non c’è un contatto diretto e ciò ha, tra le altre cose, implicazioni importanti su come i segnali basati sull’odore possono essere usati per migliorare il benessere dei Cani in ambienti come rifugi, centri diurni, cliniche veterinarie, etc.
