Capire e gestire la disfunzione cognitiva nel Cane

Con Damiano Merlini, Tecnico veterinario, docenza e formazione su procedure e protocolli di lavoro con cane, gatto e NAC per strutture veterinarie, academy e pet retail.

Vedere il proprio Cane invecchiare è un’esperienza agrodolce, i ritmi che rallentano fanno tenerezza ma ci sono anche comportamenti che danno preoccupazione, che si perda in giardino, che fissi il vuoto, che sembri non riconoscerci più è solo stanchezza dovuta all’età o è qualcosa di più?

Oggi sappiamo che molti dei cambiamenti comportamentali nell’anziano sono dovuti a disfuzione cognitiva.

Nella Disfunzione Cognitiva del Cane (CCD) il cervello fa fatica a pulirsi dai propri scarti, come se tra le cellule nervose si accumulassero piccoli detriti che agiscono come disturbatori di frequenza, e le comunicazioni interne diventano lente e confuse e a volte si interrompono del tutto. E’ una condizione che assomiglia molto all’Alzheimer degli umani.

Leggere i segnali

Più che a sintomi, ciò a cui bisogna prestare attenzione sono cambiamenti anche piccoli nel modo in cui il Cane abita il suo mondo. Imparare a leggere tra le righe dei nuovi comportamenti permette di attribuire loro il giusto significato e intervenire nel modo migliore possibile.

Un comportamento tipico del declino cognitivo è il disorientamento, che è perdersi fuori casa ma anche restare incastrato in un angolo della stanza incapace di fare retromarcia o il non riconoscere più la porta dal lato in cui si apre di solito.

Ci sono cambiamenti nelle interazioni: il Cane che è sempre stato un’ombra diventa improvvisamente distaccato, come se fosse altrove, oppure cerca un contatto ansioso e costante, come se avesse perso la bussola della propria autonomia e cercasse nei suoi umani un’ancora continua.

C’è poi l’inversione del ritmo: il cervello fatica a distinguere il giorno dalla notte e il Cane cade in un sonno profondo quando c’è luce e diventa un viaggiatore notturno appena la casa si spegne, vagando senza meta e/o vocalizzando per una confusione che non riesce ad esprimere altrimenti.

Una diagnosi difficile, una gestione importante

La diagnosi di disfunzione cognitiva è fatta dal veterinario, la gestione del Cane che sta perdendo la mente è dei proprietari e per quanto non sia possibile fermare il cronometro nè tornare indietro nel tempo, è possibile aiutare la creatura a vivere meglio con la sua condizione e ciò comporta sostanzialmente ridisegnare l’ambiente perché sia meno faticoso da interpretare per una mente che sta perdendo i suoi punti di riferimento.

La casa deve essere un porto sicuro

Il cervello che soffre di disfunzione cognitiva vive di abitudini e per il Cane afflitto da CCD ogni modifica al layout è una sfida cognitiva enorme che genera ansia. La parola d’ordine di questa fase della sua vita quindi, è stabilità, che comprende anche evitare di spostare mobili e/o cambiare la posizione di ciotole e cuccia.

È utile anche ridurre il caos ambientale eliminando gli ingombri nelle zone di passaggio e installare piccole luci notturne che facciano da guida verso le risorse primarie, cosa che permette di ridurre il panico da disorientamento spaziale durante i risvegli al buio.

Molto importante è anche la sicurezza fisica, per i quali un grande aiuto viene dai tappeti antiscivolo: permettendo al Cane di sentirsi stabile sulle zampe si evita che il suo sistema nervoso debba sprecare energia per mantenersi in equilibrio e l’energia può essere usata per restare lucido e presente.

Una stimolazione gentile

Che il Cane sia confuso non significa che debba restare isolato, anzi, Il suo cervello ha bisogno di stimoli per mantenere attive le connessioni rimaste, l’importante è che non vada in sovraccarico. Praticamente ciò vuol dire sostituire passeggiate lunghe e caotiche con micro-sessioni di gioco e/o di ricerca olfattiva (circa 2 minuti. Pochi stimoli ma chiari servono a far sentire il Cane ancora capace di interagire con il mondo senza però mandarlo in tilt. L’obiettivo di queste brevi sessioni non è l’apprendimento ma il successo immediato, risolvere un problema olfattivo elementare genera un rilascio di dopamina utile a contrastare l’apatia.

Ulteriore valore può essere aggiunto attraverso il lavoro sulla propriocezione, con contatti statici o carezze lente che aiutano il Cane a percepire meglio i confini del proprio corpo nello spazio e a sentirsi più presente a se stesso. Se il Cane è già seguito da un fisioterapista o da un rehab vet è importante confrontarsi con loro prima di introdurre esercizi nuovi.

Riscrivere il ritmo della giornata

Si può aiutare il Cane che soffre di declino cognitivo a ritrovare i ritmi del tempo: l’esposizione alla luce solare durante il giorno è fondamentale per regolare il suo orologio interno e la produzione di melatonina mentre di notte è utile creare un ambiente che favorisce il rilassamento, cosa che si può fare riducendo i rumori bruschi e usando aromi naturali quale ad esempio la lavanda vera (gli aromi naturali solo su indicazione del veterinario curante, soprattutto per i pazienti con difficoltà respiratorie e/o epatiche). Gli gli aromi naturali possono essere utili perchè inviano al cervello segnali biochimici di calma che possono aiutare il Cane a sentirsi meno agitato di notte.

Per gestire la cosiddetta sindrome del tramonto, ovvero quel picco di ansia che compare quando la luce naturale cala, è utile impostare una routine serale molto rigida e prevedibile, magari utilizzando suoni bianchi che mascherino i rumori esterni che il Cane anziano può percepire come minacce indecifrabili.

Il ruolo della nutrizione

Nel Cane che soffre di declino cognitivo cambia anche il modo in cui consuma energia, diventa meno efficiente nel gestire il glucosio, cosa che crea una sorta di deficit energetico cerebrale per cui ha bisogno di quelli che potremmo definire carburanti alternativi. Sostanze come i trigliceridi a catena media (MCT) agiscono come fonte energetica d’emergenza per i neuroni o gli Omega-3 possono fare la differenza come protettori neuronali contro lo stress ossidativo e l’usura cellulare.

Ogni Cane ha le sue esigenze specifiche e spesso la CCD si accompagna ad altre patologie dell’anziano (problemi renali, cardiaci o metabolici) per cui il piano alimentare e l’integrazione devono essere prescritti e monitorati da un Medico Veterinario Nutrizionista, solo uno specialista infatti può bilanciare i nutrienti in modo che sostengano il cervello senza sovraccaricare il resto dell’organismo.

Un nuovo modo di volersi bene

Accompagnare il Cane attraverso la disfunzione cognitiva è una prova di amore evoluto che richiede di smettere di pretendere che sia quello di una volta e iniziare a proteggere chi è oggi.

Il Cane che sporca in casa o disturba il sonno o non trova la strada non si comporta male, è un compagno di vita che ha bisogno che i suoi umani diventino la sua bussola e il suo filtro contro un mondo che è diventato improvvisamente troppo complicato da navigare.

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Lauretana

La mamma umana di Oban, autrice di Senti chi Abbaia, ama la montagna, leggere e scrivere, ha un debole per la mozzarella. Pensa che i cani siano creature straordinarie e la vita con loro un'esperienza oltre l'immaginabile che, incredibile ma vero, si scopre nella sua straordinarietà ogni giorno, anche dopo tanti anni con il cane.

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