Quando il problema non è il cane ma i proprietari

Per qualche motivo, più o meno valido, si è preso il cane. Notare che abbiamo scritto preso, non scelto di prendere, perchè scegliere implica consapevolezza, sapere cosa si sta facendo mentre tanti semplicemente prendono il cane. Pensavano di volerlo e lo hanno preso, magari aspettando anche mesi che il prestigioso
allevamento ne avesse disponibili, magari alla fine di quello che sembrava un processo di selezione durissimo da parte dell’allevatore.

La soddisfazione è alle stelle, il frugoletto (o la frugoletta, ovviamente) è un peluche e insiema al cane si è portato a casa anche l’orgoglio per essere stati considerati all’altezza da parte dell’allevatore.

Solo che il piccolo non è un peluche e nel giro di un nonnulla i proprietari diventano un problema. Non diventano un problema i cani che non sono peluche ma i proprietari che hanno preso il cane volendo in realtà un pupazzo e con questa forma mentis si approcciano alla sfortunata creatura quadrupede.

Ne abbiamo parlato con Sara De Cristofaro, educatore cinofilo, preparatore cani allerta diabete e autrice del libro Senti chi Abbaia.

Cara Sara, grazie per il tempo che ci dedichi. Iniziamo subito con le domande.

Perchè il problema sono i proprietari e non il cane?

Perché tanti proprietari si aspettano di incasellare un essere vivente con necessità molto diverse dalle nostre nella propria vita che è di solito molto organizzata e scandita da impegni e routine consolidate e chi prende un cane con necessità contrapposte al proprio modo di vivere, ha problemi. Integrare bene il cane è possibile, avviene e nemmeno raramente, ma richiede impegno e tempo e si deve comunque ringraziare i cani per la loro grande capacità di adattamento.

Quali sono le situazioni critiche che incontri più frequentemente nel tuo lavoro?

Persone che non si aspettavano il tipo di impegno che realmente richiede vivere con un cane. Magari sanno che sporcherà in casa e sono anche disposte a sopportarlo per qualche tempo, poi qualcuno ha detto che con le traversine il problema si risolve, qualcun’altro che ci vuole un mese circa, ma quando si ritrovano nella situazione scoprono che non è così semplice come pensavano oppure si rendono conto che il pavimento si rovina, il tappeto si macchia, che la patina sul pavimento va gestita e così l’odore e lo trovano insopportabile. C’è chi immagina che il cane esce due volte al giorno e quando scopre che non basta si indispettisce, come se il cane pretendesse troppo. Come dimenticare l’alimentazione? Se il veterinario o l’allevatore consigliano una dieta casalinga in cui si deve cucinare e variare il menù, quanti che non cucinano per se si rifiutano di farlo per il cane – ci sono meravigliosi sacchi con dentro cose già pronte da versare nella ciotola, perché mai affaticarsi con altro? Un altro problema è la scoperta che il cucciolo gioca, si eccita, morde e abbaia. E’ motivo di grande ansia nei proprietari: Perchè lo fa? Smetterà? Vuol dire che è aggressivo? Un altro punto critico è il gioco con gli altri cani, alcuni proprietari pensano che tra loro tutto sia lecito, altri si angosciano se c’è un po’ troppa eccitazione. Sbagliano entrambi.

Quali sono le ragioni di fondo per cui i proprietari vanno in crisi?

Le persone non hanno realmente voglia e tempo da dedicare e da investire in un lavoro impegnativo, e che richiede diversi sacrifici, come è occuparsi correttamente del cane. Quando si ritrovano immersi non riescono a vedere la fine e pensano di non riuscire oppure si sentono sopraffatti da un impegno che avevano sottostimato. Capita che si prenda il cane perchè i bambini lo chiedono insistentemente, dichiarano che se ne occuperanno sempre e che è l’unica cosa che desiderano, poi quando il desiderio si avvera l’entusiasmo passa, i doveri legati alla gestione del cane diventano insopportabili e a fronte delle difficoltà in cui mettono il cane ti rispondono che non possono modificare la loro vita per soddisfare le esigenze del cane. Ovviamente non sono tutti così, ci sono tanti proprietari consapevoli, disposti a impegnarsi, che si mettono in gioco e in discussione per capire e soddisfare le esigenze del proprio cane.

Alcune situazioni difficili nascono anche se i proprietari si sono rivolti all’educatore prima di prendere il cane. Come mai?

La ragione principale è che fino a quando non hai il cane in casa non capisci realmente di cosa si è parlato fin a quel momento. Diversi neo-proprietari non si rendono conto immediatamente dell’impegno perchè il cucciolo i primi giorni è un po’ smarrito e non mostra i comportamenti confidenti che avrà più avanti per cui i proprietari all’iizio sono sereni e si spaventano nelle settimane successive pensando di avere un mostro in casa.

Cosa fanno i proprietari quando pensano che il loro cane abbia o sia un problema?

Un comportamento comunissimo che i proprietari in difficoltà fanno è guardare ovunque e rivolgersi a chiunque – su internet, al parchetto, all’educatore, all’allevatore, al toelettatore, al dog sitter ed infine al veterinario – anche in modo compulsivo, con l’unico risultato di ricevere informazioni più spesso che no sbagliate ed infilarsi in una spirale di confusione.

Lo fanno anche se hanno una persona di riferimento?

E’ un fenomeno curioso se vuoi ma sì. Se hanno già una relazione con te, magari ti chiedono anche chiarimenti ma se la risposta che ottengono implica un maggiore sforzo da parte loro per arrivare ad un risultato che potrebbe non essere immediato, ecco che ricomincia il balletto perché in realtà non vogliono una risposta professionale e realistica ma una risposta che vada loro bene per le tempistiche e l’impegno che prospetta.

In altre parole, cercano soluzioni facili e veloci?

Purtroppo sì.

Quali sono le soluzioni facili e veloci prospettate più comunemente?

Dipende dal problema ovviamente, ma per citarne alcune: l’uso di traversine in casa (così non si deve portare fuori il cane), mangime industriale pronto all’uso (così non si deve cucinare), il kennel in casa meglio se in una stanza ben lontana (così il cane non da fastidio), corsi di giorni o addirittura settimane in cui si lascia il cane a terzi che ‘sistemano’ i “problemi” del cane e alla fine lo restituiscono “aggiustato”, l’uso di strumenti punitivi e coercitivi.

Qual è il problema delle soluzion facili e veloci?

Il problema è che sono un problema per il cane e, anche se non se ne rendono conto, lo diventano anche per i proprietari. Sono subdole le soluzioni facili e veloci, nell’immediato possono dare l’impressione di funzionare ma il tempo presenta il conto. Alcuni effetti molto comuni sono il cane che, dopo essere stato ‘sistemato’, mostra insicurezze nei confronti dei proprietari, nei confronti degli altri cani, nei confronti dell’ambiente, sente di non potersi fidare e riferire ai suoi proprietari quando è in difficoltà. Soluzioni facili e veloci come ad esempio l’uso di traversine in casa spesso si consolidano in abitudini nella gestione del cane ma, essendo sbagliate, creano a loro volta problemi.

In poche parole, quali diresti sono i danni provocati dalle soluzioni facili e veloci?

Il problema delle soluzioni facili e veloci è che in realtà rovinano il cane, lo danneggiano fisicamente e psicologicamente e incrinano per sempre la relazione tra cane e proprietari.

Perchè ha tanto appeal chi le propone?

Le ragioni principali sono quattro. Di base, sono i proprietari ch si sentono incapaci e quindi autorizzati a delegare ad altri, teoricamente più competenti, la risoluzione del problema. Di solito, poi, chi prospetta soluzioni rapide ai ‘problemi’ del cane ha una comunicazione diretta e aggressiva ‘tu proprietario incapace ti fai dominare dal tuo cane‘. Il proprietario che si sente indirizzato in questo modo prova un senso di vergogna e di umiliazione ‘Sono incapace di farmi rispettare anche dal cane!’, e quindi anche di rivalsa. Le soluzioni proposte sono presentate come efficaci e definitive ‘fai così e tutto si risolverà in poco tempo‘. E, addirittura, c’è il sollevare il proprietario dai suoi doveri e dalle sue responsabilità, il terzo dice ‘Faccio tutto io al tuo posto, ti risolvo il problema senza che tu faccia sforzi, senza che cambi nulla della tua vita’. E’ un invito a nozze per il proprietario che non si vuole impegnare, che non vuole mettersi in gioco e men che mai in discussione.

C’è modo in cui i proprietari possono evitare di cadere nella trappola di chi propone soluzioni magiche?

No. Se ci cadono è perchè vogliono, e vogliono perchè vogliono o sperano di trovare una soluzione semplice, rapida e che richieda poco sforzo. Chi ha dubbi sulla validità, e l’eticità, di soluzioni rapide e facili si rivolge ad altri e capisce qual è la strada corretta.

Ti capitano tanti casi di proprietari che vengono da te perchè si trovano ad avere problemi importanti dopo che ‘il cane è stato messo a posto’?

Mi sono capitati diversi casi, anche persone che hanno iniziato con me, poi hanno cambiato perchè
volevano usare metodi coercitivi ed io mi sono rifiutata e dopo anni sono tornate con il cane distrutto, la relazione con i proprietari compromessa e i ‘problemi’, sempre poi che fossero effettivamente tali, aumentati in modo esponenziale. In questi casi apprezzo che trovino il coraggio di tornare e provo comunque ad aiutarli ma spesso la situazione è talmente compromessa – anni di insicurezza, disagio e mancanza di comprensione ed aiuto, in cui il cane ha imparato che è solo e di conseguenza agisce per cui la situazione è aggravata e i problemi generalizzati – che lo sforzo da mettere in campo è enorme..

Si possono prevenire le difficoltà? Se sì, come?

Io preferisco dissuadere le persone dal prendere il cane quando è evidente che non ci sono le condizioni per una unione felice. Se decidono comunque di prenderlo, il mio compito è aiutare proprietari e cane a vivere bene insieme e quando i risultati ci sono e cane e proprietari sono felici insieme, c’è grande soddisfazione, oltre che gioia. Se sono chiamata a cose fatte e trovo una situazione gravemente compromessa, dove il cane è in uno stato di grave malessere e i proprietari sono distrutti, consiglio di dare al cane una possibilità in una situazione diversa, più adatta; non bisogna impuntarsi a far vivere male un cane, bisogna essere corretti con un essere vivente che non ci ha scelto.

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