Home Educazione Cinofila Il mio cane è buono

Il mio cane è buono

Il cane corre a tutta velocità verso il tuo mentre la proprietaria annuncia ‘Il mio è buono‘.

La frase Il mio è buono e i comportamenti che la accompagnano sono molto meno innocenti e positivi di quello che si potrebbe pensare. Sono, anzi, spesso un disturbo, se non addirittura un problema, per altri cani e altri proprietari.

In primis, buono. Sicuro? Perchè la questione dei cani ‘buoni’ (e ‘cattivi’) è ben diversa da quello che si pensa comunemente e il cane che gli umani vedono ‘buono’ può essere caninamente maleducato, provocatore, il classico lanciatore di sasso che poi ritira la mano, etc. etc. etc. La bontà agli occhi umani ha ben poco a vedere con quella canina e un cane umanamente ‘buono’ non necessariamente si comporta caninamente bene. Dare per scontato che il prorio cane sia ‘buono’, quindi, è un errore.

Detto questo, il cane ‘buono’ non è solo al mondo. Quando esce e va per strada, al parco, al giardino, ci sono altri cani, con carattere, personalità, storie diverse dalla sua e con il suo stesso diritto di stare fuori e di godere in serenità delle uscite e dei benefici fisici e mentali che queste portano.

Per i cani paurosi, i cani ansiosi, i cani timidi, i cani stressati, i cani che si sentono poco bene, i cani che per diversi motivi hanno difficoltà con gli altri cani, il cane ‘buono’ non controllato è un problema. Il suo avvicinarsi incontrollato è una intrusione, una violazione del loro spazio, e il suo modo di comportarsi causa loro paura, stress, ansia, preoccupazione, angoscia, insicurezza, etc. e provoca le reazioni a cui quegli stati d’animo conducono. Oltre agli effetti psicologici negativi, l’avvicinamento ‘amichevole’ indesiderato rischia anche di trasformare l’uscita, che doveva essere un momento di piacere e di impegno fisico e menrale, in una esperienza negativa che come tale può non solo di rimanere stampata nella memoria ma anche consumare i progressi fatti fino a quel momento.

I cani timidi, paurosi, stressati, ansiosi, quelli con storie di aggressione, quelli che non sono a loro agio con gli altri cani non devono essere costretti a subire le attenzioni degli altri cani. Se hanno proprietari consapevoli, sono più spesso che no tenuti al guinzaglio per farli sentire sicuri e protetti e sono portati fuori con le attenzioni e le cautele che le loro sensibilità richiedono. Il loro bisogno di calma e di sicurezza deve essere rispettato, dai loro umani che devono gestirli come hanno bisogno, e dagli altri umani e dagli altri cani e questo vuol dire anche controllare i cani ‘buoni’ ed evitare che corrano incontro a tutti quelli che vedono perchè tra quelli c’è chi soffre le loro attenzioni.

Condividi

Lauretana

La mamma umana di Oban, autrice di Senti chi Abbaia, ama la montagna, leggere e scrivere, ha un debole per la mozzarella. Pensa che i cani siano creature straordinarie e la vita con loro un'esperienza oltre l'immaginabile che, incredibile ma vero, si scopre nella sua straordinarietà ogni giorno, anche dopo tanti anni con il cane.

Back to top
error: Content is protected !!