• Immaginiamo una persona intelligente, capace, curiosa, con tanta voglia di fare, di cui sono ignorate le caratteristiche e a cui viene fatta vivere una vita in cui non può esprimere chi è e ciò che sa fare. Come sta? Male.
  • Immaginiamo una persona nata per dipingere (con tutto quello che questo comporta in termini di soddisfazione personale, senso di realizzazione, benessere psicologico, etc.) a cui viene impedito di dipingere. Come sta? Non bene. Possiamo immaginare che si senta frustrata, infelice, nervosa, insoddisfatta.
  • Immaginiamo una persona che ama la quiete e la solitudine ed è costretta ad un interagire di continuo con persone, magari in un ambiente molto rumoroso. Come sta? Facile pensare che non stia bene, sia stressata, nervosa, infelice.
  • Immaginiamo una persona che ha bisogno di fare tante attività fisica per sentirsi bene, ma non può farla. Come sta? Facile pensare che sia tesa, nervosa, stressata, probabilmente ha problemi a dormire.
  • Immaginiamo una persona super socievole che ama stare con le persone, costretta a vivere in solitudine. Come sta? Facile immaginare che sia, almeno psicologicamente, molto provata.
  • Immaginiamo una persona che ha avuto una giornata molto stressante e ha bisogno di rilasciare la tensione (ad esempio con una corsa, giocando a tennis, guardando la tele, ognuno ha il suo modo) ma non può farlo.
  • Immaginiamo una persona che ha paura delle galline costretta a passare tutti i giorni di fonte a un pollaio pieno di galline. Come si sente? Male psicologicamente, male fisicamente, uscire diventa un problema, la vita è un inferno o quasi.
  • Immaginiamo una persona che ha paura di qualcosa e viena lasciata sola ad affrontarla, senza aiuto nè conforto. Come si sente? Non bene.
  • Immaginiamo una persona a cui viene fatto un torto e a cui viene impedito di tutelarsi. Come si sente? Facile immaginare che sia arrabbiata, oppure frustrata, oppure tutte e due e tanto altro.
  • Immaginiamo una persona chiusa in casa da sola per ore e ore senza telefono, libri, televisione, tablet, carte, giornali e riviste, radio, etc. etc. Come sta? Non bene.

E ora immaginiamo che a queste ipotetiche persone venga anche impedito di manifestare il loro malessere e di sfogare il loro stress.

Questa è la vita di tanti cani.

Non tutti, ma molti.

I motivi per cui è così sono diversi, i più significativi sono la scelta errata del cane e la cattiva gestione del cane, perchè i proprietari sono disattenti, oppure disinteressati, oppure poco informati, oppure una combinazione di questi fattori.

Che la vita di tanti cani sia così potrebbe anche essere un problema di poco conto se non fosse che i cani sono articolati e complessi, hanno carattere e personalità, sono ricchi di sentimenti ed emozioni, hanno coscienza e consapevolezza, sono intelligenti e curiosi, hanno le loro regole, il loro codice di condotta (che, ricordiamo ancora una volta, sono molto rigorosi e imparano già da piccolissimi) e hanno esigenze, sia di specie sia individuali.

In pratica questo vuol dire che i cani possono vivere bene solo se gli umani permettono loro di farlo.

Per i proprietari cosa vuol dire?

#1. Rispettare i cani

Conoscerne e rispettarne le caratteristiche e le esigenze, sia di specie sia individuali. Scegliere accuratamente il cane giusto per la situazione di vita in cui sarà inserito.

#1. Soddisfare le loro esigenze fisiche e mentali

Fare ciò che serve perchè il cane sia contento e soddisfatto della sua vita. Non esiste una ricetta valida per tutti, ogni cane ha le sue esigenze. Detto questo, ogni cane, a suo modo, ha bisogno di essere soddisfatto, e stimolato sia mentalmente sia fisicamente.

#1. Tutelarli in modo che possano vivere serenamente nella società in cui sono inseriti

Nella società umana in cui i vivono, i cani non possono rilasciare le tensioni quando le hanno accumulate e non possono risolvere le situazioni come sarebbe per loro naturale (ad esempio, attaccando, uccidendo, o scappando).

Gli umani devono essere consapevoli di queste costrizioni difficilissime con cui convivono i cani e devono proteggerli. In altre parole, visto che i cani non possono rilasciare lo stress e le tensioni quando ne hanno bisogno e nel modo in cui vogliono, i proprietari devono evitare che i cani vivano ciò che causa loro stress e tensione. Anche in questo caso non esiste una ricetta valida per tutti, ogni cane ha le sue sensibilità.

Grazie infinite a Cinzia Stefanini per l’aiuto

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Lauretana
Written by Lauretana
La mamma umana di Oban. Ama la montagna, leggere e scrivere, ha un debole per la mozzarella. Pensa che i cani siano creature straordinarie e la vita con loro un'esperienza meravigliosa. Come il suo peloso, è riservata e abbastanza timida. Tra i suoi amici più cari, due quadrupedi, Baffina, che abita vicino a casa, e Robin, che è andato in cielo e resterà per sempre nel suo cuore.