La vita dei Cani ha un andamento comparabile a quella degli umani, è solo molto più concentrata: in una media di circa 12 anni (dato veramente generale perché di base la vita media dei Cani varia in modo importante in base alla taglia con i Cani piccoli che vivono molto più a lungo dei Cani grandi (ad es. dai quasi 18 anni dei chihuahua ai circa 7 degli alani) sono piccoli, giovani, adulti e poi anziani. In generale, sempre con il caveat di prima a cui si aggiungono altre variabili quali lo stile di vita e la qualità della vita per cui l’età cronologica non corrisponde necessariamente con l’età biologica, in media il Cane entra nella terza età a 8 anni.
Anche la terza età del Cane è straordinariamente simile a quella degli umani
C’è il rallentamento fisico e mentale, abbassamento della vista e dell’udito, c’è minore energia, si stancano prima e di più, dormono di più e più profondamente, fanno problemi con il cibo, cambiano le esigenze nutrizionali. Sono trasformazioni naturali che un adeguamento delle uscite, degli spostamenti, dell’alimentazione, in generale delle abitudini quotidiane, restando l’esigenza di fare movimento e di avere la mente attiva ma in modi compatibili con la loro età e la loro condizione fisica.
Oltre al declino naturale insorgono, è quasi certo, altri problemi:
- malattie e i disturbi fisici cronici e relativi dolori, cure, impedimenti e difficoltà (i problemi osteoarticolari e quelli intestinali sono tipici e diffusissimi nella terza età, ad esempio)
- declino cognitivo e i relativi comportamenti
- ansia e comportamenti legati all’ansia (ad es. non riuscire più a stare soli anche se è un problema che non hanno mai avuto)
- insicurezza dovuta alle difficoltà fisica e relativi comportamenti
- difficoltà a trattenere la pipì e la popò
- disturbi del sonno
- problemi ai denti e i relativi dolori che portano anche ad avere difficoltà di alimentazione
che richiedono ben più di un ‘semplice’ adeguamento delle abitudini, sono fattori che trasformano il ruolo del proprietario, da compagno a caregiver.
Detta brutalmente, i proprietari diventano i badanti dei loro Cani anziani. Per certi aspetti è un ruolo di cui essere grati, anche orgogliosi volendo, ma è dura.
Per gli umani esistono figure e strutture di sostegno che aiutano nella gestione, spesso si delega del tutto, della persona anziana, per i Cani la responsabilità è dei proprietari anche perché per il Cane sarebbe incomprensibile e motivo di difficoltà trovarsi nella mani di qualcuno che non è la sua famiglia e in un posto che non è casa sua.
Il ruolo di caregiver è pesante fisicamente ed emotivamente, un impegno imponente che, a differenza di quello per il cucciolo che è accompagnato dalla gioia e dalla innocenza della infanzia e che si affronta sapendo che ad un certo punto si trasforma, si conclude con la separazione definitiva dalla propria creatura e per quanto sia anziana, per quanto sia il suo momento, per quanto razionalmente si sappia che più di così non si poteva fare ed è giusto così, non si è mai realmente preparati.
Per il proprio bene e per la creatura è importante riconoscere quando il carico è eccessivo e creare una rete di sostegno familiare e/o professionale – ad esempio affidare ad altri il Cane in alcuni momenti della giornata, trovare persone che restino a casa con il Cane per poter uscire in serenità, farsi aiutare per trasportarlo se ha problemi di mobilità – che permetta di alleggerire il carico ed avere avere momenti di vero svago e riposo .
