I principi su cui si fonda l’educazione positiva
- Comprensione: del Cane, le sue emozioni, i suoi sentimenti, i suoi stati d’animo
- Rinforzo positivo dei comportamenti desiderati
- La relazione con il Cane è considerata e ha valore
- Il Cane, la sua natura e le sue esigenze sono riconosciute e rispettate
- Ci sono regole
- Ci sono limiti
- Gli umani hanno un ruolo centrale e chiare responsabilità
- Il no si usa
- Non usa la violenza, nè fisica nè emotiva
- Non usa la paura
- Non usa costrizioni
- Non ragiona in termini di ‘alpha’, ‘capobranco’
Una efficacia scientificamente dimostrata
La efficacia e la superiorità della educazione positiva per la educazione e rieducazione dei Cani e per la relazione umano-canina sono scientificamente provate. L’uso di metodi e strumenti coercitivi è un modo obsoleto di relazionarsi con i Cani e la cui efficacia è confutata dagli studi più avanzati sulla natura dei Cani e della relazione umano-canina.
Cosa è successo negli anni
Nel tempo l’educazione positiva è spesso diventata una copertura ideologica per:
- La totale assenza di struttura per il Cane
- Il rifiuto di insegnare al Cane la gestione della frustrazione
- Il rifiuto di dire di no
- Il ‘lascialo fare, imparerà’
- La non gestione da parte degli umani
In poche parole, quella che avrebbe dovuto essere educazione positiva è diventata laissez faire, che è tutta un’altra cosa.
Il laissez faire non è educazione positiva
Come abbiamo visto in un’altra occasione, lo stile educativo che si adotta è estremamente importante, influisce in modo determinante sul Cane e sulla sua vita. L’atteggiamento laissez faire non è da meno e i risultati che dà sono sotto gli occhi di tutti.
I Cani sono
- smarriti
- emotivamente sovraccarichi
- incapaci di gestire la frustrazione
- ansiosi
- stressati
- reattivi
Le difficoltà non eludono nemmeno i proprietari, che si trovano esausti di fronte a creature all’apparenza incontrollabili, si sentono colpevolizzati per il comportamento dei Cani e spesso si sentono anche impotenti, sentimento che li porta verso chi promette ottimi risultati in pochissimo tempo e senza alcuno sforzo per loro.
Il malinteso è lì, nel pensare che positivo voglia dire permissivo, ma non è così.
Positivo non vuol dire permissivo
Tenere alla relazione con il Cane, riconoscere che è un essere senziente, rispettarne la natura e le esigenze, lasciare margini di scelta non vuol dire fargli fare tutto, lasciarlo alla deriva, non dare regole, non dare indicazioni, non dire di no, non insegnare a gestire le frustrazioni.
L’esigenza primaria dei Cani è la sicurezza, tanto importante che viene prima dell’amore addirittura, e sicurezza vuol dire
- avere regole chiare e coerenti
- sapere di potersi fidare e affidare agli umani
- avere punti di riferimento chiari
Il Cane senza regole e senza guida non è libero, è insicuro.
Rifiutare le regole vuol dire impedire al Cane di imparare a gestire le proprie emozioni e le situazioni, non dare sicurezza vuol dire creare Cani ansiosi e stressati, reattivi e in difficoltà.
Dire di no, insegnare a gestire la frustrazione, reindirizzare e contenere quando necessario non vuol dire maltrattare, vuol dire insegnare competenze, educare, permettere al Cane di vivere al meglio nell’ambiente in cui è inserito.
Cosa è veramente l’educazione positiva
La vera educazione positiva è:
- Comprendere
- Guidare
- Rispettare
- Dare regole chiare e coerenti
- Osservare
- Intervenire come e quando è necessario
- Dare sicurezza
- Rinforzare positivamente
- Insegnare competenze
Senza usare la forza nè la violenza, nè fisica nè mentale.
In conclusione
Il problema non è l’educazione positiva che, come abbiamo visto prima, è scientificamente provato essere oltre che rispettosa del benessere dei Cani e superiore per la relazione umano-canina, più efficace per la educazione e rieducazione. Il problema nasce quando c’è una deformazione della educazione positiva per cui non è più educazione ma permissimismo, il quale crea Cani insicuri, smarriti, ansiosi, stressati, in difficoltà.
