Con Damiano Merlini, Tecnico veterinario, docenza e formazione su procedure e protocolli di lavoro con cane, gatto e NAC per strutture veterinarie, academy e pet retail.
I Cani sono dotati di ghiandole perianali, sono due piccole strutture situate ai lati dell’ano in posizione “ore 4 e ore 8”. Sono importanti, producono un liquido oleoso dall’odore molto forte (unico per ogni individuo), che è ciò che i Cani studiano quando incontrandosi si annusano il sottocoda, e che oltre alla funzione comunicativa serve per la lubrificazione del canale anale durante il passaggio delle feci. Solitamente, il liquido oleoso è espulso quando fanno la popò.
Le ghiandole rimarrebbero belle nascoste, ignote ai più se non fosse che a volte non si svuotano da sole, il liquido oleoso ristagna e si addensa e ci sono problemi.
I segnali di problemi alle ghiandole perianali sono:
- Leccamento insistente e ripetuto della zona anale.
- Odore forte di “pesce marcio” dalla zona posteriore.
- Sangue o pus nelle feci o intorno all’ano.
- Gonfiore visibile ai lati dell’ano.
- Dolore alla defecazione (dischezia) o cambiamento improvviso nella postura.
- Difficoltà ad accovacciarsi o a sedersi.
- Scooting (strusciare il didietro per terra)
Perchè le ghiandole non si svuotano
Le cause più frequenti di mancato svuotamento delle ghiandole perianali sono:
- Feci cronicamente molli o episodi di diarrea per cui non c’è una pressione sufficiente sulle ghinadole.
- Sovrappeso e obesità che riducono il tono muscolare della zona perianale e ostacolano lo svuotamento naturale.
- Allergie alimentari o ambientali e dermatiti croniche che causano infiammazione generalizzata e predispongono a problemi ai sacchi anali.
- Predisposizione individuale o di razza: alcune razze, in particolare quelle di taglia piccola, sono più colpite. Le razze grandi e giganti è più raro che ne soffrano.
- Scarsa assunzione di fibre nella dieta che contribuisce alla formazione di feci poco voluminose e compatte.
- Seborrea che rende la secrezione ghiandolare più densa e difficile da espellere.
Quando il liquido oleoso ristagna si crea un ambiente favorevole alla proliferazione batterica che causa una infiammazione, chiamata sacculite, che se è trascurata può evolvere in infezione, ascesso e infine fistola, condizione dolorosa che può richiedere un intervento chirurgico. (Nei Cani anziani la presenza di masse dure e non esprimibili potrebbero indicare, invece, un tumore, spesso un adenocarcinoma delle ghiandole anali, che ovviamente richiede una diagnosi veterinaria immediata).
Una delle leggende metropolitane sui Cani racconta che nel caso le ghiandole anali non si siano svuotate da sole si deve intervenire prontamente, cosa che porta spesso a cercare soluzioni su Internet.
Gli americani direbbero ‘Not so fast‘, un attimo, e questo perchè in realtà per quanto riguarda le ghiandole perianali è più rischioso agire frettolosamente e nel modo sbagliato che aspettare.
Per una volta, quindi, iniziamo da cosa non bisogna fare.
Cosa non fare con le ghiandole perianali
Svuotare le ghiandole da soli
Lo svuotamento manuale delle ghiandole perianali è un atto che richiede competenza specifica, non può essere fatto a casa dai proprietari, men che mai seguendo un tutorial online.
- Premere male e nel punto non corretto causa dolore al Cane e irrita ulterioremente i tessuti e trasforma un piccolo fastidio in un problema acuto.
- Una pressione sbagliata può rompere la ghiandola già infiammata, peggiorando drasticamente la situazione.
- Chi non ha le competenze specifiche non può valutare il contenuto del secreto: colore, consistenza e odore contengono informazioni su cosa c’è in corso. Solo il veterinario può dire se si tratta di un’infezione, un’ostruzione o qualcosa di più serio.
- Esistono due tecniche di spremitura, una esterna e una interna (rettale); quella esterna è più semplice ma è anche meno efficace e più rischiosa se fatta male. Quella interna è di esclusiva competenza veterinaria.
Come indicazione generale, se il Cane ha bisogno di svuotamenti manuali più di una o due volte all’anno il problema non sono le ghiandole, è quello che c’è a monte (nella maggior parte dei casi la causa del mancato svuotamento spontaneo è legata ad alimentazione, peso o condizioni dermatologiche sottostanti) e lo valuta il veterinario.
Far svuotare le ghiandole al toelettatore
Per anni, molti toelettatori hanno inserito lo svuotamento delle ghiandole perianali nella routine del bagno. E’ una pratica sbagliata e potenzialmente dannosa: lo svuotamento manuale eseguito da personale non veterinario può causare irritazioni, alterare la funzionalità naturale dei sacchi (creando una pericolosa dipendenza dallo svuotamento manuale) e, nei casi peggiori, provocare infezioni, ascessi o ostruzioni permanenti.
Se lo svuotamento delle ghiandole perianali è un atto medico veterinario, il toelettatore ha comunque un ruolo estremamente importante: osservare e segnalare. Il bravo toelettatore, infatti, riconosce i segnali (odore forte, gonfiore, arrossamento, leccamento insistente) e suggerisce al proprietario di rivolgersi al veterinario.
Spremere le ghiandole per prevenire infiammazioni
Un errore comune è pensare che svuotare regolarmente le ghiandole serva ed evitare che si infiammino. In realtà la spremitura regolare non previene l’infiammazione, la favorisce.
La spremitura ripetuta e non necessaria, infatti, irrita la mucosa dei dotti e delle sacche ed indebolisce la struttura creando così un circolo vizioso: più spremi più si infiammano e più si può pensare che ne abbiano bisogno.
Dare per scontato che strusciare il sedere per terra dipenda dalle ghiandole
Strofinare il sedere per terra (il cosiddetto scooting) è uno dei segnali più riconosciuti di problema alle ghiandole perianali ma ha anche (numerose) altre cause:
- Parassiti intestinali (vermi) che causano prurito nella zona anale.
- Allergie alimentari o ambientali che provocano irritazione cutanea nella zona perianale.
- Problemi dermatologici localizzati, come dermatiti o infezioni cutanee.
- Residui di popò attaccati al pelo (specialmente nei Cani a pelo lungo).
- Corpi estranei (es. frammenti vegetali).
- In casi più rari, la presenza di una massa tumorale che causa disagio fisico.
Se il Cane fa scooting (struscia il sedere per terra) e si interviene svuotando le ghiandole pensando così di risolvere il problema ma in realtà il problema non sono le ghiandole non si risolve nulla e si aggiunge una manipolazione inutile e potenzialmente irritante su una zona già compromessa.
Un’altra ragione per cui è necessaria prima la diagnosi e poi l’azione.
Intervenire nel modo giusto: aspettare non è ignorare
Abbiamo detto sopra che intervenire di fretta e nel modo sbagliato è molto rischioso, non rivolgersi al veterinario a fronte di segnali che fanno sospettare un problema è egualmente rischioso.
Non trattare le ghiandole perianali quando serve, infatti, porta a sviluppare problemi seri come abbiamo accennato sopra:
- Sacculite (infiammazione): il secreto cambia colore (da giallastro a marrone-grigio), diventa più denso e l’odore peggiora.
- Ascesso: si forma una raccolta di pus; la zona diventa gonfia, calda, molto dolorosa. L’ascesso può rompersi spontaneamente verso l’esterno.
- Fistola perianale: un canale patologico che drena materiale infetto attraverso la cute. È estremamente dolorosa e richiede trattamenti prolungati, spesso con antibiotici, antinfiammatori e, in alcuni casi, chirurgia.
Ciò che serve è la prevenzione
La vera prevenzione delle ghiandole perianali infiammate non è la spremitura periodica, è un lavoro a monte che parte dalla gestione quotidiana:
- Alimentazione adeguata: una dieta con il giusto apporto di fibre, valutata con il veterinario in base al singolo cane, produce feci ben formate e consistenti, che durante la defecazione esercitano una pressione naturale sui sacchi anali, favorendone lo svuotamento spontaneo.
- Controllo del peso: il sovrappeso è un fattore di rischio accertato che riduce il tono muscolare della zona perianale e peggiora la capacità di svuotamento naturale. Mantenere il cane normopeso migliora il tono muscolare e favorisce uno svuotamento fisiologico.
- Esercizio fisico regolare: un’attività fisica costante adeguata al cane aiuta a mantenere un buon tono muscolare e una regolare motilità intestinale.
- Igiene della zona perianale: mantenere pulita l’area è utile, ma senza eccessi perchè la pulizia eccessiva può irritare la pelle. Nei cani a pelo lungo, tenere il pelo rasato intorno all’ano può prevenire l’accumulo di residui.
- Osservazione regolare: alzare la coda del cane periodicamente e controllare che non ci siano gonfiori, arrossamenti o odori anomali è una buona abitudine che permette di intervenire per tempo.
- Visite veterinarie periodiche: il veterinario può valutare lo stato delle ghiandole durante il controllo di routine e intervenire se necessario.
Conclusione
Le ghiandole perianali del Cane sono una struttura che nella maggior parte dei Cani funziona in modo autonomo, non possono essere gestite con tutorial online, con la spremitura del toelettatore o con svuotamenti preventivi. La cosa che i proprietari devono fare è osservare e, se e quando qualcosa non va, rivolgersi al veterinario.
