Un cane non è una cosa: non regalarlo a Natale

In questo periodo dell’anno è frequente leggere liste di proposte per i regali di Natale e, anche giornali e siti in teoria autorevoli e che quindi dovrebbero avere un minimo di responsabilità, tra i suggerimenti elencano i cuccioli di cane.

E’ una aberrazione e violando ogni netiquette useremo caratteri cubitali per parlarne.

UN CANE, CUCCIOLO O GRANDE CHE SIA, NON E’ UN REGALO, NON E’ UN PACCHETTO, NON E’ UNA COSA.

UN CANE E’ UN ESSERE VIVENTE ED E’ UN COMPAGNO DI VITA.

Un essere vivente con sentimenti, emozioni, stati d’animo, esigenze fisiche, mentali ed emotive importanti, un essere che sviluppa con i suoi proprietari un legame comparabile a quello tra i figli e genitori, un compagno di vita che ha bisogno di essere educato, guidato, accudito, seguito, a volte difficile, indifeso, che dipende dai suoi umani per la sua vita e il suo benessere.

I numeri precisi degli abbandoni dei cani in Italia non esistono ma i cani abbandonati sono tanti, tantissimi, centinaia di migliaia ogni anno. I canili e i rifugi sono pieni di quadrupedi di ogni razza ed età che cercano una casa dove essere amati.

Presentare un cucciolo, o anche un cane adulto, come un regalo che si trova sotto l’albero, come un peluche caldo che si muove, alimenta una cultura dell’ignoranza e mercifica i cani, oltre ad esporre cani e futuri proprietari al rischio di problemi anche molto importanti e ad aumentare il rischio degli abbandoni. NON DEVE ESSERE FATTO.

Si prende un cucciolo “perchè è adorabile” e poi si scopre che per il nuovo arrivato la casa è un bagno, mobili, tessuti, ninnoli, scarpe e pantofole giochi da sgranocchiare, che il piccolo ha dentini che bucano qualsiasi cosa, che deve uscire spesso e in tutte le condizioni climatiche, che abbaia se è lasciato da solo, che piange di notte, che ha problemi con i rumori della città, che quando esce si sporca, che quando torna a casa lascia terra sul pavimento etc. etc. e in un batter d’occhio quel peluche tanto carino diventa un problema.

E nel momento in cui il cane e le sue naturali esigenze sono viste e vissute come un problema, le probabilità che sia condannato ad una vita difficile ed infelice sono altissime.

Ovviamente il problema non è il cane ma è chi l’ha preso in modo irresponsabile.

Lo stesso discorso vale per i cani adulti presi per salvarli, perchè mio figlio vuole tanto il cane, perchè durante il lockdown chi aveva il cane poteva uscire, perchè, perchè perchè. Cani adulti di cui si sa poco o niente, con il rischio di enorme che abbiano avuto infanzie inadeguate ed esperienze di vita traumatiche che aggiungono difficoltà  enormi alla convivenza.

E no, l’amore con i cani non basta

Un cane deve essere una scelta responsabile, ragionata, mai frutto dell’impulso del momento, e chi ne prende uno deve scegliere bene, sapere che sta facendo una scelta di vita che porta al proprio fianco un compagno inimitabile, con cui si può sviluppare una relazione che non ha pari, ma che richiede un impegno veramente importante.

Prendere un cane spinto dall’emotività del momento espone se stesso e il cane a rischi veramente importanti e chi suggerisce di regalare un cane per Natale è un irresponsabile.

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Lauretana

La mamma umana di Oban, autrice di Senti chi Abbaia. Ama la montagna, leggere e scrivere, ha un debole per la mozzarella. Pensa che i cani siano creature straordinarie e la vita con loro un'esperienza meravigliosa. Come il suo peloso, è riservata e abbastanza timida. Tra i suoi amici più cari, due quadrupedi, Baffina, che abita vicino a casa, e Robin, che è andato in cielo e resterà per sempre nel suo cuore.

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