La salute ed il benessere dei cani con la naturopatia

Oggi ci occupiamo di un argomento speciale: la naturopatia applicata agli animali. Nel nostro caso, ai cani. Abbiamo avuto la fortuna di parlare con Cinzia Lancellotti, naturopata specializzata sul benessere animale.

Gentile Cinzia, grazie per la Tua disponibilità. Iniziamo subito con le domande.

DD: A cosa serve la naturopatia?

CL: La domanda è semplice e la risposta complicata 🙂 . La naturopatia, grazie al supporto di erbe, fiori, piante, funghi e minerali e molecole da essi estratte, sostiene l’organismo nel processo di autoguarigione e di ripristino dell’omeostasi (equilibrio). La naturopatia si basa sul principio secondo cui la malattia è causata da una alterazione energetica nel corpo e nella mente e sulla convinzione che l’organismo è in grado di mettere in atto processi di autoguarigione per far fronte agli eventi stressori che portano alla perdita dell’equilibrio.

Nel processo di autoguarigione il corpo produce sostanze potenzialmente dannose (cataboliti e tossine) che devono essere eliminate per non appesantire e intossicare gli organi. Se la fase di escrezione è rallentata o gli organi emuntori principali (gli organi che hanno il compito di eliminare le tossine e di depurare il corpo) sono in sovraccarico, ci sarà una fase di reazione (= infiammazione) perchè il carico tossinico raggiunge le cellule e il sistema naturale di difesa del corpo si organizza e si attiva quindi il sistema immunitario attraverso l’infiammazione. Se il sistema immunitario non riesce a risolvere il carico tossinico (che, ricordoo, è causa dell’infiammazione) si incorre in un danno cellulare e si arriva alla fase degenerativa dovuta alle ripetute re-intossicazioni che creano danni ai tessuti, al sistema immunitario ed endocrino (e causa quindi malattie autoimmuni) fino ad arrivare alla fase neoplastica di completa degenerazione cellulare (che si manifesta ad esempio con tumori, cancro, e leucemie).

DD: Qual è l’obiettivo della naturopatiaa?

CL: E’ più corretto parlare di compito piuttosto che di obiettivo e il compito della naturopatia è la prevenzione delle malattie.

DD: Non si può quindi dire cosa si cura con la naturopatia?

CL: Esatto. La domanda da fare non è cosa cura la naturopatia ma su cosa può intervenire il naturopata e la risposta è qualunque squilibrio che può portare allo sviluppo di una patologia o a causa del quale la patologia si è già sviluppata con l’obiettivo di aiutare l’organismo a ritornare all’equilibrio, o il più vicino possibile, e quindi alla salute.

DD: Come si posiziona la naturopatia rispetto ad altre medicine non tradizionali come ad esempio l’omeopatia e l’agopuntura?

CL: Omeopatia e agopuntura, in Italia, sono di competenza medica, per poterli praticare è necessario essere laureati in medicina o in medicina veterinaria. Omeopatia, agopuntura e naturopatia agiscono su piani diversi ma complementari e l’azione combinata delle tre può solo portare benefici al paziente.

DD: La naturopatia è complementare o alternativa alla medicina tradizionale? 

CL: Diciamo che la medicina tradizionale (allopatica) tende a concentrarsi sul sintomo della malattia e a sopprimerlo mentre la naturopatia cerca di andare oltre il sintomo (che, come abbiamo visto prima, spesso è un meccanismo che il corpo mette in atto per eliminare le tossine) e cerca invece di andare all’origine dello squilibrio convinta che spesso sia legato anche al piano emotivo, oltre che a quello fisico. In altre parole, il naturopata non esclude che all’origine dei problemi fisici ci siano malesseri emotivi e li considera nella valutazione del paziente e della terapia.

DD: Quali vantaggi (o benefici ulteriori) offre ai cani la naturopatia rispetto alle terapie di medicina tradizionale?

CL: Correttamente applicata, la naturopatia offre numerosi benefici ai cani, uno tra tutti l’assenza di effetti collaterali nelle terapie, a differenza dei farmaci che spesso ne hanno e anche molto importanti. Non solo, ogni piano terapeutico è orientato al sostegno di tutti i processi di autoguarigione e dell’energia vitale dell’animale. Ovviamente ci sono situazioni in cui i farmaci sono necessari e quando servono e dove sono essenziali, in collaborazione con il veterinario, affiancare alla terapia farmacologica una terapia naturale di sostegno è utile per favorire l’eliminazione di quelle famose tossine causa della malattia e per tornare più velocemente ad uno stato di equilibrio (omeostasi) e quindi alla salute.

DD: E’ facile per il proprietario somministrare le terapie al cane? Perché ad esempio, quelle omeopatiche possono essere impegnative ed è uno dei motivi per cui spesso si abbandona l’omeopatia

CL: Dipende dalla terapia. Spesso si cerca di aggiustare e di scegliere il rimedio/integratore nella forma più adeguata a quel soggetto: capsula di estratto secco se il cane gradisce con un po’ di cibo e non se ne accorge, oppure estratti in gocce per chi è un po’ più restio. Ci sono aziende che producono ottimi integratori appetizzati per una più facile somministrazione orale.

DD:  Il proprietario interessato ad usare la naturopatia per il suo cane, a chi può rivolgersi?

CL: Attualmente, in Italia, siamo solo 4 persone con un titolo di naturopata ad indirizzo animale, due in provincia di Brescia, una a Bolzano e una in Sardegna. L’Istituto Fauno, in cui ho studiato io, ha un albo in cui sono inseriti gli studenti che hanno finito il percorso di formazione. Se qualcuno volesse contattarmi può visitare il mio sito dove può trovare tutti i riferimenti per contattarmi.

DD: Ci puoi spiegare brevemente chi è il Naturopata e cosa fa?

CL: Per spiegare chi sono e cosa faccio mi avvalgo dell’art. 3 del nostro codice deontologico: “Il Naturopata è un operatore che utilizza metodi naturali che hanno come obiettivo il benessere dell’animale e non interviene nei settori di pertinenza della medicina veterinaria.

La sua funzione specifica si applica a tutte quelle situazione in cui sono richieste norme di condotta basate sui principi della Natura. Il suo compito è strettamente legato alla difesa ed al rispetto della vita e dell’equilibrio fisico, emozionale e psichico dell’animale, al sollievo dalla sofferenza nel rispetto della sua libertà e dignità, senza discriminazione specista.

In particolare, il suo compito è finalizzato:

– alla prevenzione delle malattie mediante interventi di educazione al benessere che favoriscano il mantenimento ottimale dell’omeostasi energetico-funzionale

– al ripristino dell’equilibrio energetico funzionale dell’animale, intervenendo sulle sue manifestazioni globali e non sulla malattia. Per manifestazioni globali si intende L’individuo visto nel suo insieme e non solo nell’espressione della sua malattia

– alla stimolazione, nell’animale, della sua capacità naturale di autoguarigione e di riequilibrio con il proprio ambiente.

DD: Quale è la filosofia  su cui si appoggia la naturopatia?

CL: La naturopatia parte dalla convinzione che la malattia è causata da una alterazione energetica nel corpo e nella mente e alla sua base c’è la consapevolezza che l’organismo è in grado di mettere in atto processi di autoguarigione per far fronte ad eventi stressori che portano alla perdita dell’omeostasi (dell’equilibrio). Il filosofo Costantin Hering, medico tedesco vissuto nel 1800, osservando a lungo i meccanismi di reazione che l’organismo mette in atto durante la patologia ha postulato le seguenti leggi che determinano la guarigione dall’alterazione energetica.

• Prima Legge: La guarigione procede dall’alto verso il basso: nel corso di qualsiasi episodio morboso, la risoluzione di un qualsiasi episodio morboso si manifesterà dapprima sulla sfera mentale per proseguire su quella funzionale ed organica. A livello fisico tale tendenza si manifesterà dalla testa verso gli arti e dal treno anteriore a quello posteriore.

• Seconda Legge: La guarigione procede dall’interno verso l’esterno, dal centro verso la periferia.

• Terza Legge: I sintomi scompaiono in ordine inverso alla loro comparsa: in pratica debbono scomparire prima i sintomi comparsi per ultimi e quindi riapparire per poi scomparire definitivamente i sintomi precedenti. La ricomparsa di tali sintomi è da considerarsi come un evento molto favorevole che la “malattia” sta riaffiorando in superficie, avviandosi verso una probabile guarigione.

L’osservazione attenta dei sintomi darà indicazione sulla efficacia dei protocolli di supporto messi in atto e quindi dell’evoluzione del processo di guarigione. Un’evoluzione opposta a quella determinata da leggi di Hering, dovrà far pensare alla comparsa di meccanismi di soppressione, che sono sempre una grave interferenza al ripristino dell’omeostasi.

Grazie infinite

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