Abbracciare o non abbracciare i cani?

Per gli umani, gli abbracci sono una cosa bella. Con gli amici è un modo in cui si esprime il proprio affetto e la propria vicinanza; con la dolce metà è un modo per sentirsi ancora più stretti; con i figli è un modo in cui si manifesta amore, sicurezza, conforto, con i genitori ci abbraccia perchè ci si vuole bene. E con i cani?

Ecco, con i cani la questione è più delicata.

Nel senso che a noi viene spontaneo abbracciarli – in fin dei conti quando vuoi bene a qualcuno lo abbracci e l’amore che proviamo per i nostri cani non è una opinione – solo che per loro, nel mondo della comunicazione canina, i nostri abbracci non esistono e quello che più si avvicina – il montare o essere montati, spiega l’educatrice Theo Stewart – non ha lo stesso significato che gli abbracci hanno per noi.

Nel codice di comportamento canino, la fisicità dei nostri abbracci è molto maleducata; gli abbracci sono invadenti, sono una violazione dello spazio personale, sono addirittura minacciosi.

La bravissima Alexandra Horowitz invita ad osservare le espressioni dei cani quando sono abbracciati e spiega che più spesso che no si può notare che hanno le orecchie tirate indietro, si leccano le labbra, sbadigliano, spalancano gli occhi, tanti si divincolano. Il loro linguaggio del corpo esprime che sono a disagio.

Posto questo, ci sono alcune considerazioni da fare.

Una cosa è uno sconosciuto che arriva, ti tocca e ti stringe  nonostante tu mostri di non essere contento delle attenzioni. Il parallelo con gli umani aiuta a capire la questione: non ci si avvicina alla gente che non si conosce o ai colleghi e li si tocca e stringe. Semplicemente non si fa. Come non si fa agli umani non si fa ai cani.

Un’altra cosa è la famiglia: è diverso se ad abbracciare il cane sono i suoi umani. Magari fosse per lui/lei eviterebbe, ma visto che sono i suoi umani ad abbracciarlo/a lascia che facciano.

Ogni cane è diverso, ognuno ha il suo carattere e la sua personalità, i suoi gusti, la sua bolla prossemica, e come ci sono quelli per cui gli abbracci sono penosi, ci sono quelli per cui non si mai è abbastanza stretti insieme. L’importante è conoscere il proprio cane, rispettarlo e dargli/le quello di cui ha bisogno.

Se anche per alcuni cani gli abbracci nella forma umana non sono il massimo, non è detto che non abbiano il loro equivalente dei nostri abbracci. Per Obanino ad esempio è passarci in mezzo alle gambe. Lui che proprio soffre il contatto fisico, che scappa quando cercano di toccarlo, che sembra che lo stiamo torturando quando lo invitiamo a salire sul divano con noi, quando vuole esprimere le attenzioni che ci sono nell’abbraccio degli umani, ci passa sotto le gambe. Abbiamo imparato e siamo ben contenti quando lo fa (il che non vuol dire che ogni tanto non ceda alla tentazione e lo stringa in un abbraccio e lui mi lascia fare per un po’ e poi mi invita a lasciarlo andare).

Visto il potenziale di incomprensione che gli abbracci portano con sè, particolare attenzione bisogna prestare ai bimbi che tendono a correre ed abbracciare i cani, anche quelli che non conoscono, e rischiano quindi di suscitare nella creatura pelosa il bisogno di difendersi.

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Lauretana
Written by Lauretana
La mamma umana di Oban. Ama la montagna, leggere e scrivere, ha un debole per la mozzarella. Pensa che i cani siano creature straordinarie e la vita con loro un'esperienza meravigliosa. Come il suo peloso, è riservata e abbastanza timida. Tra i suoi amici più cari, due quadrupedi, Baffina, che abita vicino a casa, e Robin, che è andato in cielo e resterà per sempre nel suo cuore.