Quando il cane è anziano

Una fase quasi struggente del rapporto con il proprio compagno quattrozampe è quella che per gli umani si chiamerebbe la terza età, in altre parole, quando è anziano. Il suo corpo cambia, la sua mente anche, cambiano le sue necessità, la sua dipendenza dal suo umano è ancora maggiore, così come il suo attaccamento.

Ne parliamo con la super Cinzia Stefanini, Master etologa, Specialista della Rieducazione comportamentale APNEC e practitioner TTouch.

Ciao Cinzia, come sempre, grazie tantissimo per la disponibilità!

D (Dogdeliver): A quale età si può dire che il cane è anziano?
C (Cinzia Stefanini): Dipende dalla razza e dalle dimensioni del cane. Più il cane è di taglia grande più la senescenza è veloce.

(Qui sotto una scheda molto interessante che mostra l’equivalente in umano degli anni dei cani)

eta-del-cane

D: Come cambia il corpo di un cane quando diventa anziano?
C: I processi di invecchiamento riguardano tutto il corpo: i denti possono inizare a cadere e le gengive ad essere irritate o addirittura a sanguinare; molti cani anziani infatti devono essere sottoposti a detartasi. E’ facile riscontrare l’insorgenza dell’artrosi ed anche i muscoli sono meno tonici e poco sviluppati. Cambia il fabbisogno d’acqua, spesso il cane beve di più e più frequentemente. A volte non riesce a trattenere i bisogni. Spesso la pelle è meno pulita ed il pelo meno lucente. A volte riscontriamo lipomi o piccoli tumorini benigni. Insomma un quadro complesso che va tenuto monitorato.

D: E la sua mente?
C: Il cane è spesso soggetto a quella che viene definita la “Sindrome degenerativa” del cane anziano e che per facilità possiamo assimilare all’Alzheimer dell’uomo. Tra i suoi sintomi indichiamo: confusione, deficit di orientamento spaziale, diminuita attenzione, reazioni alterate verso le persone e gli altri animali, aumento di attività motoria ripetitiva (wondering), mancanza di sonno, diminuzione di attività con presenza di apatia. Anche questo è un quadro complesso che può essere rallentato con esercizi cognitivi ed integratori, per i quali è necessario rivolgersi ad esperti.

D: E’ esagerato se diciamo che il cane anziano ha bisogno di uno stile di vita diverso rispetto a quando era più giovane?
C: E’ importante non chiudere il cane sotto una campana di vetro soprattutto se da giovane ed adulto ha svolto lavori o attività intense di relazione con il proprietario. La nostra tendenza è quella di tutelare a tutti i costi il nostro cane che vediamo diventare più debole e lento rischiando però di farlo sentire escluso ed “inutile”. E’ importante adeguare il suo stile di vita alla sua condizione senza escluderlo dalla vita normale. La mia labrador che ha vissuto fino a 17 anni ha continuato a fare attività di ricerca fino ai suoi ultimi giorni: se da giovane cercava i dispersi sotto le macerie, da anziana cercava noi ed i nostri amici dietro gli alberi … ma la soddisfazione era la stessa!

D: Come deve cambiare la sua alimentazione?
C: E’ bene affidarsi al proprio veterinario, proprio perchè i fabbisogni nutrizionali variano a seconda dell’età del nostro beniamino, comunque bisognerà anche dimuniure l’apporto calorico, visto che le attività saranno ridotte.

D: Le sue uscite possono rimanere le stesse o è bene cambiarle?
C: Vanno adeguate alle loro “nuove” capacità fisiche ma vanno mantenute, a volte incrementate nel numero

D: I cani anziani possono stare con gli altri cani, che molto probabilmente sono più giovani, o è meglio tenerli da soli per non correre il rischio che si facciano male?
C: Il cane anziano va tutelato ma non escluso. Certo se in area cani ci sono giovani pieni di energie che rischiano di travolgere il nostro vechietto, non dobbiamo gettarlo nella mischia: spesso non solo rischiano di farsi male ma anche di spaventarsi perchè i loro sensi sono affievoliti. Una buona soluzione è farlo passeggiare con gli amici di gioventù o fargli conoscere qualche nuovo cane tranquillo, sempre che la disfunzione cognitiva o fisica l’abbiano già messo in una condizione troppo deficitaria.

D: Cosa si può fare per soddisfare il desiderio di attività del cane anziano che ha problemi fisici che lo limitano nei movimenti?
C: Direi che le attività principe sono la mobility e la ricerca olfattiva che possono essere calibrate in base alle necessità fisiche e mentali del soggetto. Anche gli esercizi di attivazione mentale vanno benissimo e possono facilmente essere proposti anche in casa.

D: Ritieni che sia utile stimolare il cane anziano che invece è fisicamente in ottime condizioni ma non ha voglia di essere attivo? Se sì, in quale modo si può spingerlo a fare qualcosa che gli faccia bene?
C: Il punto è: è sempre stato pigro o lo è diventato? Se c’è stato un cambiamento repentino nel comportamento e nel carattere del cane bisogna rivolgersi al veterinario in quanto questa condizione può nascondere un problema anche sanitario. Stimolare un cane che fa poca attività è sempre un buon suggerimento a patto che non ci sia mai forzatura. Ci si potrebbe rivolgere ad un educatore che ci può aiutare a leggere il comportamento del nostro cane e a trovare la giusta motivazione per attivarlo.

D: Quando il cane è anziano cambia il rapporto con i suoi proprietari?
C: Di solito con la senescenza richiedono più attenzioni e diventano più dipendenti. Spesso anche cani un po’ poco socievoli da giovani tendono a diventare coccoloni con l’età.

D: Secondo te prendere un cucciolo in casa può fare bene al cane anziano?
C: Dipende, dipende, dipende. Non sempre lo è. Dipende dal cane presente e dal nuovo arrivato. Il cane anziano è socievole, ama stare con gli altri cani ? E’ sano o ha problemi di salute e mobilità? I suoi sensi sono attivi? E’ soggetto a spaventarsi? Il cucciolo è problematico? Di che dimensioni è il cucciolo? (ad esempio, un maltese anziano alle prese con un cucciolone di labrador agitato non lo vedo benissimo sulla carta…). Anche in questo caso è bene rivolgersi ad un esperto o al proprio veterinario così non si corre il rischio di trovarsi in situazioni difficilmente recuperabili.

D: Il TTouch può essere di beneficio al cane anziano?
Molto aiuta la propriocezione (da Wikipedia, – la propriocezione è la capacità di percepire e riconoscere la posizione del proprio corpo nello spazio e lo stato di contrazione dei propri muscoli, anche senza il supporto della vista). La propriocezione assume un’importanza fondamentale nel complesso meccanismo di controllo del movimento, favorisce la circolazione, allenta lee tensioni ed aiuta il cane a sentirsi più sicuro. Non dimentichiamo lo splendido effetto che fa sul cane e sul rapporto sentirsi coccolati e “massaggiati” dal proprio amico umano.

Grazie!

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Lauretana
Written by Lauretana
La mamma umana di Oban. Ama la montagna, leggere e scrivere, ha un debole per la mozzarella. Pensa che i cani siano creature straordinarie e la vita con loro un'esperienza meravigliosa. Come il suo peloso, è riservata e abbastanza timida. Tra i suoi amici più cari, due quadrupedi, Baffina, che abita vicino a casa, e Robin, che è andato in cielo e resterà per sempre nel suo cuore.