Come funziona la memoria dei cani anziani

Nell’immaginario collettivo, i cani non hanno memoria, vivono solo del momento, ad un certo pnto sono ‘vecchi’ e ‘da vecchi’ non imparano niente. Se fosse vero che non hanno memoria e che vivono solo nel momento, però, non potrebbero imparare niente mai e se così fosse non avrebbe senso dire che da anziani non imparano nulla.

La vita e la memoria dei cani

E’ evidente che la questione è diversa da come si racconta. La verità è che i cani non vivono nel momento, hanno memoria e come gli umani hanno diverse fasi della vita, tra cui la terza età e come gli umani con l’avanzare degli anni hanno declino cognitivo e possono soffrire di demenza senile. Non solo, non è vero che da anziani non imparano niente. Quest’ultimo è l’argomento di cui ci occupiamo oggi. Ne scrive Stanley Coren in un recente articolo.

La mente dei cani

Numerosi studi hanno mostrato che con gli anni la mente diventa meno efficiente, dice, e il processo di apprendimento rallenta. Cosa che nei cani si nota particolarmente nel problem-solving e in situazioni di apprendimento più complesse.

Il test Matching to sample

Un test che si fa è chiamato matching to sample e consiste nel mostrare al cane un oggetto, poi nasconderlo e poi mostrargliene altri due, di cui uno è come quello che ha visto prima, e la creatura deve scegliere l’oggetto come quello che ha già visto. Dai test è emerso che i cani anziani non hanno problemi a fare questo esercizio, sono solo leggermente più lenti dei giovani se si fa passare un po’ di tempo tra quando vedono il primo oggetto e quando devono scegliere quello che conoscono tra i due che vengono mostrati loro. L’ipotesi è che la memoria dei cani anziani sia più breve di quella dei giovani in questa situazione.

Il test non-matching to sample

Un secondo test che viene fatto è più complicato. Si chiama non-matching to sample e consiste nel chiedere al cane di scegliere non l’oggetto come quello che ha già visto ma l’altro, quello diverso. E’ emerso che In questo test i cani più anziani hanno difficoltà nettamente superiori rispetto ai più giovani.

Altri esercizi di memoria

Un’altra serie di esercizi consiste nell’insegnare ai cani a distinguere tra oggetti grandi e piccoli (essendo premiati ad esempio, quando scelgono il più grande). I cani anziani sono leggermente più lenti dei giovani a familiarizzarsi con l’esercizio ma progrediscono rapidamente e imparano senza difficoltà. Le cose cambiano quando, dopo aver imparato a scegliere l’oggetto grande, devono imparare a scegliere (sempre con il sistema del premio) l’oggetto piccolo: è emerso che in questa situazione i cani giovani imparano mentre gli anziani hanno grosse difficoltà.

La mente dei cani anziani

Si potrebbe essere tentati di chiudere l’argomento come un problema di memoria,: i cani anziani hanno difficoltà di memoria mentre i cani giovani non ce l’hanno. In realtà la questione è molto più complessa e interessante: secondo gli studosi, nei cani anziani non si tratta di un problema di poca o tanta memoria ma di soppressione/inibizione di informazioni già apprese. In altre parole, quando imparano una soluzione, per cui l’hanno in mente da più tempo, continuano a seguirla.

Una questione di perseveranza

Coren ci dice che gli psicologi descriverebbero il fenomeno in termini di perseveranza, ossia la tendenza di una idea o di una memoria di rimanere e di comportamenti di persistere ed essere ripetuti anche se le regole, il contesto o la richiesta sono cambiati.

Il peso dell’esperienza

Nei cani, le prime memorie rimangono a lungo, per tutta la vita addirittura (motivo per cui la socializzazione corretta è fondamentale) e da anziani mantengono il ricordo di ciò che hanno imparato ‘prima’ e, ritengono gli studiosi, quello che hanno imparato prima prevale sulle nuove informazioni e rende più difficile, e in alcuni casi impossibile, acquisire nuovi concetti e cercare nuove soluzioni.

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