La scienza si è molto evoluta negli studi e nella comprensione dei cani e finalmente si è affermata anche tra gli studiosi quello che noi proprietari sappiamo da sempre, ossia che i cani provano emozioni e sentimenti.

Stanley Coren, a cui abbiamo fatto riferimento tante volte, spiega che parlando delle emozioni e dei sentimenti di cani si può fare riferimento a quelli dei bambini.

I bimbi hanno emozioni e hanno sentimenti, ma molto meno di quelli che hanno gli adulti, e per i cani il discorso è simile.

Approfondiamo

Coren spiega che un umano alla nascita ha un solo tipo di emozione, che definisce ‘eccitazione‘ , che può andare dalla calma all’agitazione.

Nelle prime settimane di vita, l’eccitazione assume le due dimensioni, negativa – la creatura è ‘angosciata’ – e positiva – la creatura è contenta.

Nei 2-3 mesi successivi, il neonato inizierà ad avere il senso del disgusto, della paura, e della rabbia. Per vedere la gioia nei suoi occhi spesso bisogna aspettare i sei mesi, e dopo ancora arrivano la timidezza e/o il sospetto. Il sentimento che generalmente definiamo ‘amore’ e che Coren chiama ‘il vero affetto’, non appare nella sua pienezza prima dei 9-10 mesi di vita del piccolo umano.

Altre emozioni socialmente complesse, che richiedono quella che potremmo chiamare esperienza di vita e quindi apprendimento, fanno capolino ancora più tardi – la vergogna e l’orgoglio ad esempio appaiono intorno ai tre anni, il senso di colpa verso i 3 anni e mezzo, e il disprezzo non prima dei 4 anni.

Considerato che i cani hanno un ‘portafoglio’ di sentimenti comparabile a quello di un umano di 2-2 anni e mezzo, la sequenza nello sviluppo delle emozioni dei bimbi è molto utile per capire le emozioni dei cani, ricordando che la loro età è molto più veloce della nostra per cui concentrano in un periodo temporale di mesi quello che per un bambino richiede anche anni.

In pratica, ciò significa che in media entro i 4-6 mesi (dipende dalla razza) i cani sviluppano i sentimenti che li accompagneranno per tutta la vita.

Tornando alla sequenza di prima che ci dice che i bimbi arrivati a due anni-due anni e mezzo conoscono l’eccitazione, la contentezza, l’angoscia, il disgusto, la paura, la rabbia, la goia, la timidezza, il sospetto e l’amore, si può dire che i nostri compagni a quattrozampe provano la felicità, l’angoscia, la paura, la rabbia, la timidezza, la agelosia, il sospetto, amano e provano affetto.

Secondo Coren più delicata è la questione se i cani provano emozioni complesse come l’orgoglio e la vergogna.

Empiricamente verrebbe da dire che conoscono entrambi – come spiegare se non con la vergogna il comportamento di quei cani che si rifiutano di uscire dopo essere stati rasati, oppure la posizione fiera con cui grattano per terra dopo aver lasciato il loro segnale? – ma scientificamente non è stato provato.

Gli studiosi concordano invece che i cani non hanno il senso di colpa e quello che ai nostri occhi appare come senso di colpa è in realtà una dimostrazione della loro straordinaria empatia – una reazione alle emozioni negative che percepiscono nell’umano.

Un esempio dovrebbe chiarire meglio di qualsiasi altra cosa: il quadrupede ruba una bistecca, il suo umano lo guarda furioso magari alzando la voce, il cane tira indietro le orecchie, abbassa la coda, incurva la schiena, abbassa gli occhi, e sembra voler scomparire sotto il pavimento. Secondo gli scienziati, nonostante le apparenze non si sente in colpa per quello che ha fatto, ma ‘sente’ che l’umano è arrabbiato e adotta una postura di sottomissione che dovrebbe tutelarlo dalle aggressioni/punizioni.

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Lauretana
Written by Lauretana
La mamma umana di Oban. Ama la montagna, leggere e scrivere, ha un debole per la mozzarella. Pensa che i cani siano creature straordinarie e la vita con loro un'esperienza meravigliosa. Come il suo peloso, è riservata e abbastanza timida. Tra i suoi amici più cari, due quadrupedi, Baffina, che abita vicino a casa, e Robin, che è andato in cielo e resterà per sempre nel suo cuore.