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Capire i suoni dei cani

Un aspetto dei cani che si tende ad ignorare è che sono grandi comunicatori (ne abbiamo parlato ad esempio qui, qui e qui) ma le vocalizzazioni, i gesti, le espressioni, le posizioni, le posture e i comportamenti di cui è fatta la loro comunicazione sono spesso incompresi.

Prendiamo i suoni (le vocalizzazioni).

Appena nati, i cani guaiscono e gemono e già nelle prime settimane di vita, con l’iniziare del comportamento sociale appaiono anche l’abbaio e i grugniti e poi via via le altre espressoni vocali che fanno parte del loro portafoglio sonoro.

Le due forme di vocalizzazione più note dei cani sono ringhiare e abbaiare. Partiamo da quest’ultimo che gli umani considerano – erroneamente – uno degli strumenti che i cani usano per disturbare.

L’abbaiare dei cani ha una inaspettata (nel senso che alle orecchie umane tende a sembrare un unico sgradevole rumore) varietà di toni, frequenze, durata e tonalità tanto che alcuni quando descrivono l’abbaiare dei cani dicono che è come se i quadrupedi suonassero tutti gli strumenti di un’orchestra 🙂 .

Oltre alla tipologia, l’abbaio è particolare anche per il contesto in cui è usato.

Da soli o in compagnia, in attesa della palla o dopo che è stata tirata, o addiritura mentre sta essendo tirata, in reazione al campanello, al citofono o ad una motocicletta, per i cani ogni occasione è buona per abbaiare. I lupi, invece, sono molto più parchi con l’abbaio, abbaiano meno e prevelentemente per difesa o per allertare. Sembra che anche i cani ferali abbaino molto meno dei cani domestici.

Ampia varietà di toni, frequenza, durata e tonalità; diverse situazioni in cui l’abbaio è usato e diversi tipi di abbaio per le diverse situazioni – ad esempio l’abbaio da solitudine è diverso da quello da gioco – svelano che abbaiare serve a comunicare, in particolare emozioni e stati d’animo.

Non solo, è stato scoperto che i cani distinguono tra gli abbai di cani che conoscono e quelli di cani che sentono per la prima volta.

Egualmente affascinante è il ringhio, l’altro tra i suoni più incompresi dei cani.

Gli umani associano il ringhio a cattiveria, ma è un errore.

La prima cosa da sapere è che, come ci sono diversi tipi di abbaio così ci sono diversi tipi di ringhio e come diverse situazioni hanno diversi tipi di abbaio così è per i ringhi. Non sono tutti uguali e sono usati differentemente a seconda delle situazioni.

Una funzione importante del ringhio è l’avvertimento – qualcosa disturba e il cane ringhiando segnala il suo fastidio/disagio. Cosa succede dopo dipende dal comportamento del destinatario del messaggio, ci può essere una escalation oppure la situzione si può risolvere. Il ringhio è anche uno dei suoni del gioco, situazione ben diversa da una in cui il cane ringhia per avvertire del suo fastidio/disagio, ed il ringhio da gioco è diverso da quello da avvertimento. E non finisce qui, è stato scoperto anche che già solo sentendone il ringhio, i cani riescono a stabilire la taglia di chi lo sta emettendo.

Concludiamo con una considerazione: l’abbaio e il ringhio dei cani, nelle loro varietà sonore e di funzione, sono un ennesimo esempio del perchè i cani sono molto più complessi e articolati di quello che si pensa comunemente e del perchè per capirli e gerstirlo correttamente e per relazionarsi bene con loro si deve andare oltre le apparenze.

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Lauretana

La mamma umana di Oban, autrice di Senti chi Abbaia, ama la montagna, leggere e scrivere, ha un debole per la mozzarella. Pensa che i cani siano creature straordinarie e la vita con loro un'esperienza oltre l'immaginabile che, incredibile ma vero, si scopre nella sua straordinarietà ogni giorno, anche dopo tanti anni con il cane.

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