Home Educazione Cinofila Nei cani non tutto quello che sembra aggressività lo è veramente

Nei cani non tutto quello che sembra aggressività lo è veramente

I comportamenti dei cani sono molto più complessi da decifrare rispetto a quello che si pensa comunemente.

Un caso esemplare sono le manifestazioni di quella che viene solitamente giudicata come ‘aggressività‘.

Le esperte cinofile americane Barbara Smuts e Camille Ward hanno affrontato la questione in un interessantissimo articolo su The Bark.

La premessa da cui partono è che le apparenze ingannano e molti comportamenti che vengono sommariamente giudicati come aggressivi sono qualcosa di diverso.

La scena tipo include lanci in avanti, labbra sollevate, denti esposti, ringhi molto evidenti, bava che schizza da tutte le parti, aggrovigliamento di cani.

Il commento tipo è: è un aggressione, il che cane che ha iniziato è aggressivo, l’altro è una vittima innocente.

In realtà le cose non sono così nette perchè se è vero che in alcuni casi il cane attacca per fare male – morde e ferisce l’altro, a volte anche in modo fatale – la netta maggioranza delle risse tra cani finisce con i due litiganti che non si sono fatti nulla e le emozioni e ciò che spinge un cane ad attaccare per fare male sono chiaramente diverse da quelle che spingono un cane ad ‘attaccare’ (ringhiare, mostrare i denti, magari anche lanciarsi fisicamente) per, ad esempio, difendere un gioco.

Il primo caso è un atto di aggressione da parte di un cane aggressivo.

Il secondo, e altri della stessa natura, sono qualcosa di diverso e giudicarli affrettatamente in termini di aggressività/aggressione limita la comprensione – e quindi anche la gestione – delle interazioni canine.

La realtà è che mostrare i denti, ringhiare, lanciarsi addosso addirittura pizzicando, non indica necessariamente l’intenzione del cane di fare male.

Le studiose spiegano che mostrare i denti, ringhiare, lanciarsi in avanti anche pizzicando sono comportamenti che svelano emozioni (ad esempio, paura o rabbia), comunicano intenzioni (ad esempio, controllare una risorsa, evitare una interazione) e sono normali e naturali mosse nel gioco.

Non solo, sono comportamenti che i cani adottano per evitare le lotte, sono forme di comunicazione a cui i cani ricorrono per risolvere situazioni senza dover combattere e rischiare di farsi male.

Nella quotidianità, questo vuol dire che tanti ‘incidenti’ di comportamenti all’apparenza aggressivi sono in realtà esempi di comunicazione canina.

Un caso tipico sono le lezioni di educazione che gli adulti danno ai cuccioli (per approfondire, cliccare qui).

Detto questo, il benessere dei cani, la responsabilità, la sicurezza e il rispetto degli altri vengono prima di tutto per cui ognuno deve conoscere il suo cane, deve non esporlo a situazioni in cui potrebbe sentire la necessità di doversi difendere e deve averlo sempre sotto controllo.

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Lauretana

La mamma umana di Oban, autrice di Senti chi Abbaia, ama la montagna, leggere e scrivere, ha un debole per la mozzarella. Pensa che i cani siano creature straordinarie e la vita con loro un'esperienza oltre l'immaginabile che, incredibile ma vero, si scopre nella sua straordinarietà ogni giorno, anche dopo tanti anni con il cane.

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