Cosa pensano i cani: ce l’ho fatta!

Ciao a tutti!

Come va? Qui un grigio, è proprio autunno, piove, il sole non sappiamo più cosa è, e quanto mi da fastidio camminare sul bagnato. Mi sa che mi hanno mentito quando mi hanno detto che ho origini scozzesi, da quelle parti piove sempre, come fa a non piacermi l’umido? Spero solo di non essere anomalo anche su questo 😐 .

Stamane stavo ragionando su cosa scrivere e mi è venuto in mente un argomento secondo me interessantissimo. Ora vi racconto.

Qualche tempo fa avevo scritto che noi cani abbiamo necessità di lavorare ed il motivo più immediato è che un cane il cui bisogno di essere impegnato non è guidato, coordinato, dall’umano troverà da solo il modo per intrattenersi e 98 volte su 100 farà danni.

Già di per sè questa è una notizia importante ma non è nuova – è quasi scontato che un cane da lavoro che per varie vicende genealogiche si trova a vivere in città, se non “lavora” si innervosisce. Il bello di noi cani però è che siamo abbastanza flessibili per cui riusciamo a sostituire le attività a cui siamo predisposti geneticamente con altre più consone alla realtà quotidiana ed essere contenti lo stesso. Io ad esempio che sarei da gregge non ho bisogno delle pecore, sono felice quando rincorro e prendo la palla.

E ora  la notizia bomba che avevo anticipato. Essendo un cane la sapevo, ma per esprimerla in modo comprensibile per gli umani mi sono ispirato a Stanley Coren, quello psicologo tanto interessante che ho già citato in altre occasioni, ad esempio quando ho parlato della nostra intelligenza.

La notizia è questa: è stato scoperto che quando un cane completa con successo un compito che gli è stato dato ed è premiato per il suo lavoro è più contento di quando riceve un premio non associato ad un compimento. 

Secondo me vi ho sorpreso. E non finisce qui.

I cani protagonisti dello studio hanno mostrato di essere contenti di poter affrontare problemi che da esperienza passata sapevano di poter risolvere. E invece posti di fronte a problemi nuovi e sconosciuti erano frustrati e riluttanti nonostante i premi fossero gli stessi e nella stessa quantità.

Questa scoperta secondo cui deriviamo soddisfazione dalla realizzazione di un obiettivo a mio giudizio porta ad altri livelli l’importante di stimolarci e farci lavorare. Una cosa è essere impegnati perchè altrimenti diventiamo distruttivi, ben altro è impegnarci perchè il successo genera in noi soddisfazione e senso di realizzazione. 

Chiudo con una nota sui premi particolarmente apprezzati: il cibo si conferma la ricompensa preferita e più efficace; al secondo posto, contatto e carezze con l’umano; al terzo posto contatto e gioco con altri cani.

Spero di avervi interessato

Tanti saluti dal Vostro Obanino in umido

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Oban
Written by Oban
Collie blue merle dalla coda corta, un po' timido e riservato ma molto tenero, va matto per la pallina, le ragazze e le brioche alla crema. E' tra i fondatori di Dogdeliver. Blogger per passione racconta agli umani il mondo come lo vedono i cani.