Qualche segreto da un cane agli umani: come si rimorchia

Ciao a tutti!

Oggi non ho ancora mangiato – la mia umana deve aver deciso di tenermi a stecchetto –  ma sono bello riposato. Il week end è stato ottimo: sabato siamo andati in giro con alcuni amici dei miei umani a cui sono molto affezionato e ho conosciuto anche gli asini!, c’è da aver rispetto di loro sono tanto grandi; e ieri mi hanno portato in un altro posto con un bellissimo prato e ho giocato un bel po’ con la pallina. C’era anche una bella cockerina nera di 11 anni portati magnificamente, ci siamo molto piaciuti. Mi sono comportato da vero signore, ma l’attrazione era evidente.

Già da come ho introdotto l’argomento avrete capito che noi cani abbiamo grande savoir faire nei rapporti con l’altro sesso.

Impariamo le regole fondamentali nell’adolescenza e poi ognuno di noi le raffina a seconda del giro che ha.

Siamo molto adattabili come vi raccontavo.

Da piccoletti, nella adolescenza e nella preadolescenza siamo un po’ grossolani, cerchiamo di montare qualsiasi cosa abbia profumo di femmina, con i risultati che vi lascio immaginare. Al meglio siamo lo scherno dell’intero giardino e se ci va male ci becchiamo certi morsi.

Gentili signore, spero di non dispiacervi ma oggi parlo più ai signori perchè si sa ci si aspetta che siamo noi a fare la prima mossa e recuperare una cattiva prima impressione non è impresa facile per cui qualche segreto su come avere successo con le ragazze è cosa da condividere tra maschi.

Noi facciamo così.

Da lontano vediamo una e ci si può avvicinare correndo, anche velocissimo va bene, ma arrivati a qualche metro bisogna rallentare quasi a fermarsi e a passo lento, e con la coda giù (è fondamentale non dare segnali scorretti) la si raggiunge dopo aver fatto un giro a 180° intorno a lei.

A quel punto si capisce se ha caratteristiche che ci piacciono – coda lunga, coda corta, pelo lungo, raso, più alta o più bassa di noi, un po’ sportiva, più matrona, sensuale o più amica, sinuosa o più massiccia, lì dipende proprio dai gusti, solo i colori contano un po’ meno perchè non li vediamo bene per cui non ci fanno differenza.

Se non ci piace, con disinvoltura torniamo indietro, se sì invece inizia il rituale di seduzione: le si odora il muso e dopo qualche secondo si passa lì dove non batte il sole (eccomi nella foto in un approccio di qualche giorno fa; ma non ho combinato niente perchè lei non era interessata). E questa mossa è quella che determina il successo dell’incontro: se lei è contenta delle attenzioni e ci lascia fare, noi mostriamo la nostra mascolinità di fronte a tutti e diventiamo gli eroi del parco; se lei è molto selettiva o di cattivo umore rischiamo l’azzannata.

Nel secondo caso, ahimè c’è è poco da fare, tocca ritirarsi possibilmente facendo finta di niente – qualcuno di noi meno arguto non capisce il messaggio al primo colpo per cui insiste ma non ottiene niente se non rendersi ancora più ridicolo.

Il primo caso invece apre vari scenari possibili uno meglio dell’altro. Non vado in dettaglio perchè mi vergogno un po’ e comunque non penso ci sia bisogno. Non devo spiegare proprio tutto, vero?

Due cose posso raccontare. Alcuni di noi imbarazzano la specie: le salgono sopra, ma da davanti! A me è capitato ma ero proprio piccolo, cosa ne potevo sapere. I più grandi me lo hanno fatto notare e posso assicurarvi che non l’ho più fatto. Altri invece sono entrati nella leggenda. C’è da dire che quando siamo intenzionati a colpire e lei è disponibile non esiste ostacolo, e certamente non la taglia. Si racconta ancora la storia di quella padrona che pensava che la sua labrador in calore fosse al sicuro perchè ad importunarla era un bassotto nano. Tre mesi dopo però sono arrivati i cuccioli… Lui un vero eroe.

Tornando all’approccio, salsiccine, croccantini, o peggio ancora un mazzo d’erba sono totalmente sopravvalutati: un vero seduttore non ha beni ma maniere.

Tiene le orecchie e la testa nel modo giusto, si avvicina a lei così da colpire la sua attenzione ma senza spaventarla (noi cani se abbiamo paura diventiamo aggressivi, vi rendete conto come può degenerare la situazione se nel tentativo di conquistare una ragazza la spaventiamo…) e sa sussurrare le cose giuste. Che bella coda che hai è sempre una ottima linea di attacco, con i classici non si sbaglia mai. Ho visto che funziona anche qualcosa di un po’ più moderno tipo “vedo che ti muovi con disinvoltura anche se sei nuova”, oppure “cosa ne pensi di questo recinto?”. Un fallimento totale invece “mi piaci, posso montarti?” e “ora ti monto perchè io sono un figo e tu sei una femmina”.

Tra di noi la monogamia non è apprezzata, per cui abbiamo grandi possibilità di divertimento. Ho sentito dire che per alcuni umani la vita, ehm chiamiamola sociale, è simile alla nostra ma secondo me per noi è più facile.

Chiudo con una confidenza, sono troppo irruento, me ne rendo conto anche da solo ma non riesco a trattenermi – vedo una ragazza e devo a tutti i costi andare a scoprire se le piaccio. Certo se ho una palletta sotto mano la scelta diventa difficile: palla o femmina? Il 95% delle volte è palletta: la soddisfazione di prendere al volo quella cosa che rotola supera qualsiasi altra scoperta. Quando ero piccolo pensavo che dipendesse dall’età, ora che sono grande non so. Magari è solo che non ho ancora incontrato la ragazza giusta.

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Oban
Written by Oban
Collie blue merle dalla coda corta, un po' timido e riservato ma molto tenero, va matto per la pallina, le ragazze e le brioche alla crema. E' tra i fondatori di Dogdeliver. Blogger per passione racconta agli umani il mondo come lo vedono i cani.