Tra i sentimenti che i cani provano c’è la gelosia

Gli esperti spiegano che la funzione della gelosia è rompere una connessione potenzialmente pericolosa e proteggere la relazione primaria. La gelosia è considerata una emozione secondaria che richiede consapevolezza di se e la capacità di comprendere intenzioni consapevoli (motivo per cui tanti pensano che i cani non possano provarla).

Posto che i cani hano consapevolezza di se (lo avevamo visto in riferimento all’imbarazzo, ad esempio) e hanno almeno una qualche forma di teoria della mente per cui appare frettoloso concludere che la gelosia è una emozione troppo complessa per loro, la gelosia è anche una emozione che, molto più semplicemente, può essere provocata dalla percezione che la figura di riferimento o le sue attenzioni sono rivolte a qualcun altro. Come ha scritto Leslie Nelson, ‘Le tue attenzioni, la tua voce, le tue carezze sono preziose ed è solo naturale che un cane le voglia tutte per se’. Volendo tenersi proprio ai minimi temini, se non altro in questa forma, è sicuramente alla portata dei cani. 

La gelosia nei quadrupedi è l’argomento di oggi. Se ne sono occupati diversi studi tra cui uno dei più riportati è ‘Jealousy in dogs‘ (la gelosia nei cani) di Christine R. Harris e Caroline Prouvost pubblicato nel 2014.

Che i cani provino gelosia è scientificamente provato e sembra che sia una delle emozioni che provano di più, addirittura più di altre emozioni considerate primarie come l’ansia e la rabbia.

La gelosia nei cani si esprime con comportamenti diversi (un altro elemento che hanno in comune i cani e gli umani. Anche noi bipedi esprimiamo la nostra gelosia in modi diversi) che vanno dal cercare di mettersi fisicamente e/o psicologicamente in mezzo tra la propria figura di attaccamento e il/la rivale, cercare le attenzioni della figura di attaccamento, fino all’aggressione del/la rivale. Da notare che la gelosia può nascere nei confronti sia di umani sia di cani.

Tra le manifestazioni di gelosia nei cani ci sono:

  • Aggredire il/la rivale
  • Appiccicosità da parte del cane
  • Sporcare in casa in assenza di problemi fisici
  • Ricerca di attenzioni, ad esempio dare musate, abbaiare, spingere con il corpo, etc.
  • Dare le spalle
  • Allontanarsi quando si fanno cose divertenti
  • Mettersi in mezzo tra la figura le cui attenzioni si vogliono riconquistare e il/la rivale

Le studiose ipotizzano che la capacità di essere gelosi dei cani possa essere frutto della domesticazione e della co-evoluzione con gli umani, gli stessi processi che li hanno portati a sviluppare le loro straordinarie capacità di comunicazione sociale, tra cui quella di capire, gli unici animali, che quando gli umani indicano (con un dito, con una mano, con un piede, addirittura solo con lo sguardo) è una comunicazione e le danno seguito.

Le ricercatrici spiegano che se anche la gelosia si può trovare in diverse specie sociali, i cani sono i soli oltre agli umani, in cui questa emozione può nascere in riferimento a membri di un’altra specie.

Perchè il fatto è che i cani sono gelosi dei loro umani e la loro gelosia mira a difendere la relazione speciale con la figura, bipede, di attaccamento. 

Come gestire la gelosia del cane?

Se il cane è geloso degli altri cani che si incontrano durante le uscite, la gestione della gelosia è abbastanza semplice. Evitare di dare loro quelle attenzioni che potrebbero turbare il proprio animale.

Nel caso in cui la gelosia fosse invece diretta verso umani o verso cani con cui abitano, l’intervento dipende dalla gravità dei comportamenti con cui la manifesta.

I più leggeri possono essere affrontati con alcune accortezze, tra cui:

  • evitare di dare più attenzioni a uno che all’altro (ricordando che per i cani sono attenzioni anche le sgridate)
  • evitare di privilegiare uno rispetto all’altro
  • trattare e gestire i cani come individui quali sono, riconoscendone e rispettandone l’individualità e soddisfacendo le esigenze di ciascuno
  • evitare situazioni che possono generare competività0

Nel caso in cui la gelosia si manifestasse con comportamenti più seri, ad esempio con l’aggressività, è invece opportuno rivolgersi ad un educatore cinofilo, professionista serio e preparato.

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