Arrabbiarsi non serve a niente

Ci sono volte in cui la creatura a quattrozampe si comporta in modo insopportabile e la tentazione di fargli una sfuriata è così forte che per trattenersi bisogna mettercela proprio tutta.

Nonostante lo sforzo e la frustrazione, trattenersi è la cosa giusta perchè la verità che è che con i cani arrabbiarsi, punirli, magari anche picchiarli, rischia di avere effetti opposti rispetto a quelli desiderati, per cui uno invece di trovarsi un bel cagnino educato ed ubbidiente produce un cane stressato, frustrato, aggressivo, impaurito, che non si fida degli umani, o comunque un cane che adotta determinati comportamenti solo perchè è terrorizzato o non vuole soffrire. Una cosa tremenda.

Le brutte non servono e sono eticamente un’aberrazione.

Il metodo giusto prevede di condurre il cane a seguire il comportamento che desideriamo perchè per lui è un’esperienza positiva.  

Chi decide di iniziare il percorso meraviglioso che è la vita con un cane deve quindi dotarsi di tanta pazienza ed essere pronto ad impegnarsi altrettanto (ed in caso di necessità, avere anche la disponibilità a rivolgersi ad un educatore cinofilo, che deve essere professionista e serio).

Un momento psicologicamente significativo per il cane e l’umano è sapere che l’umano è il dispensatore delle risorse. Chi sceglie quando si esce, sceglie e compra pappa e giochi, sa aprire i sacchi e le scatolette, può decidere quando si gioca etc. etc.? L’umano…. E’ molto importante che si sappia e che son ci siano dubbi a proposito. Spieghiamo perchè. 

La consapevolezza che il dispensatore delle risorse è l’uomo e non il cane è molto importante per entrambi. Per l’umano perchè gli ricorda che ha i mezzi necessari per essere in controllo, e per il cane perchè gli dice che ottiene quello che gli piace se si comporta come vuole l’umano (da cui anche l’importanza della coerenza e delle regole chiare, in mancanza delle quali il povero quadrupede che vuole soddisfare il suo padrone è giustamente confuso, e il cane confuso è un cane insicuro e un cane insicuro è un problema).

La gestione delle risorse quindi è strategica perchè è strumentale all’esercizio del cosiddetto metodo gentile, che esclude coercizione di alcun tipo, sia mentale sia fisica, e prevede invece l’uso del rinforzo positivo ed eventualmente del rinforzo negativo.

Per rinforzo positivo si intende gratificare (ad esempio con uno snackino squisito) un comportamento desiderato del cane il quale, contento per essere stato premiato, tenderà a ripetere il comportamento che ha generato l’esperienza piacevole. Facciamo un esempio: si vuole che il quadrupede dorma in un punto specifico della casa. Ogni volta che il cane va in quel punto e si accuccia, gli si da una squisitezza. In poco tempo andrà ad accucciarsi regolarmente in quel posto fonte di esperienze tanto positive (le squisitezze ricevute ogni volta che era lì).

Il rinforzo negativo invece consiste nel non offrire gratificazioni al cane che si è comportato in modo indesiderato. Spieghiamo meglio con un esempio: appena gli si infila il collare il cane inizia ad abbaiare come un dannato perchè vuole uscire. Finchè da di matto lo si ignora. Nel momento in cui smette di abbaiare, lo si premia, si apre la porta e si esce. Imparerà che esce quando è tranquillo per cui smetterà di abbaiare quando gli si infila il guinzaglio.

Un altro aspetto molto positivo del sistema del rinforzo è che rende il cane più responsabile perchè deve lavorare, sforzarsi e anche controllarsi, per ottenere quello che vuole e i cani danno molto più valore ad un premio ottenuto a fronte di un lavoro ben fatto che ricevuto gratis.

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Lauretana

La mamma umana di Oban, autrice di Senti chi Abbaia. Ama la montagna, leggere e scrivere, ha un debole per la mozzarella. Pensa che i cani siano creature straordinarie e la vita con loro un'esperienza meravigliosa. Come il suo peloso, è riservata e abbastanza timida. Tra i suoi amici più cari, due quadrupedi, Baffina, che abita vicino a casa, e Robin, che è andato in cielo e resterà per sempre nel suo cuore.

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