W i cuccioli! O forse no…

Zampotte spesso sproporzionate rispetto al corpo, orecchie che non si sa bene come siano messe sulla sulla testa, pelliccia lanosa e scomposta, approccio timoroso al mondo, sempre pronti al pisolo e ad essere presi in braccio, inciampano, rotolano, fanno le cose più buffe. Diciamo che solo i duri di cuore riescono a resistere di fronte a un cucciolo.

E i padroni? Ah! bella domanda e meno stupida di quello che sembra perchè il padrone si “gode” il suo cucciolo a 360° e i piccoletti tanto sono belli tanto sono complessi da gestire per cui non è raro sognare di vederlo già adulto (per poi fermarsi in brodo di guggiole di fronte a ogni cucciolo che si incontra per strada).

Partiamo dalla casa, il piccoletto battezza il suo arrivo con una mega pipì, la prima di innumerevoli anche per i più fortunati – noi le abbiamo avute per 4 mesi dopo i quali fuori casa voleva dire fuori dalla porta… ascensore, scale, androne e via dicendo, tutto meno che la strada. Quando si rilassa un altro po’ decide che è una buona idea alleggerirsi anche della numero 2 e quasi qualsiasi posto è buono, certo se un po’ riservato è meglio per cui l’olezzo rivela la presenza di qualcosa e il padrone è costretto a simpatiche cacce al tesoro dal premio  biologico. Visto che i cani sono animali molto puliti di solito questa fase dura poco, ma per quello che dura non è un divertimento.

E divertimento è la parola magica per il nostro cucciolotto: sedie, divani, poltrone, pantofole, tende, scarpe, lacci, calzetti, coperte, non si lascia niente quando si tratta di rosicchiare, per non parlare di quello che può trovare su comodini, tavoli bassi etc ancora più irresistibile perchè richiedono sforzo per essere raggiunti, e che dire della bella colata di bava nelle scarpe di cui uno ovviamente si accorge mentre le infila?

Psicologicamente poi sono piccoli come la loro età – ingenui, curiosi anche se spessissimo paurosi, caotici, devono ancora capire qual è la loro posizione nel branco (famiglia) e magari cercano di assumerne una che non è la loro. Insomma, sono tutti da formare e non è un lavoro semplice nemmeno questo.

Lo spettacolo della palletta pelosa che ronfa nella cuccia o magari in braccio stremata dalle emozioni della giornata però rimette in pace con il mondo e ripaga dei danni che ha combinato, nel sollievo che tanto poi cresce…

Mille punti quindi al cucciolo.

Il cane adulto – diciamo dai 5-6 anni in poi – è tutta un’altra cosa: ha perso le velleità e le indiscrezioni giovanili e si è formato, quasi modellato si può dire, sui suoi padroni e il suo equilibrio sta nel sapere che appartiene a loro e alla loro vita. In poche parole, un cane adulto è una estensione del suo padrone.

Poche parole per descrivere una relazione veramente unica. Responsabilità non da poco per noi umani e molto più di mille punti per il cane.

Discorso a parte è l’infame età tra gli 8 e i 12 mesi – per i cani di taglia grande anche più avanti: la famosa adolescenza. Diventano insopportabili, quasi irriconoscibili, pensano di sapere tutto loro, non ascoltano, bulleggiano con gli altri cani, cercano di montare tutto quello che vedono, sono indisciplinati, etc. etc. etc.. In questi mesi tocca avere pazienza, tenere il polso fermo e l’educazione rigorosa per per evitare di trovarsi adulti con comportamenti da adolescenti, ma sostanzialmente aspettare che passi.

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Lauretana

La mamma umana di Oban. Ama la montagna, leggere e scrivere, ha un debole per la mozzarella. Pensa che i cani siano creature straordinarie e la vita con loro un'esperienza meravigliosa. Come il suo peloso, è riservata e abbastanza timida. Tra i suoi amici più cari, due quadrupedi, Baffina, che abita vicino a casa, e Robin, che è andato in cielo e resterà per sempre nel suo cuore.

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