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Capire il ringhio dei cani

Si dice che il cane che abbaia non morde, e il cane che ringhia?

Dipende.

Dipende da come si evolve la situazione – di fatto, come risponde il destinatario della comunicazione.

Il ringho è un suono che si sente da vicino, non è come l’abbaio o l’ululato che raggiunge distanza anche molto lontane. Quando un cane ringhia, il suo ‘avversario’ è vicino e sente chiaramente che se si avvicina ulteriormente non sarà ben accolto.

Tra le vocalizzazioni che emettono i cani, il ringhio appare minaccioso ed è forse quello che fa più paura agli umani.

Da un certo punto di vista è molto corretto perchè il ringhio è un avvertimento – ‘stai facendo qualcosa che mi disturba, te lo dico, se continui, agisco’ e agire può anche voler dire mordere.

Allo stesso tempo però il ringhio va anche visto positivamente perchè vuol dire che il cane prima di agire, avverte. Sta al destinatario della comunicazione recepirla ed evitare che la situazione degeneri. Tra l’avvertimento e l’azione potrebbero passare solo pochi secondi, ma è sempre apprezzabile chi avverte di un fastidio e offre all’altro la possibilità di porre rimedio rispetto a chi colpisce senza avvertire.

Una minaccia non è mai gradevole per chi la riceve ma permette di evitare conseguenze spiacevoli, motivo per cui il ringhio non deve essere nè represso nè punito. Bisogna invece comprendere e lavorare sui fattori scatenanti, così da ridurne le cause e le occasioni di confrontazione.

Un altro aspetto interessante del ringhiare dei cani è che non esiste un ringhio, ne esistono diversi tipi e ognuno ha un significato specifico noto e compreso dagli altri cani.

La scoperta è recente e svela un aspetto incredibilmente ancora poco esplorato delle comunicazioni dei cani: sono molto più complesse di quello che si pensava finora.

Gli scienziati hanno scoperto che visto che i cani percepiscono lo stato d’animo degli altri cani, la sonorità e la tipologia del loro ringhio riflette questa percezione.

In altre parole, i cani (stiamo parlando di cani domestici) quando si ringhiano modulano il loro ringhio in base alle informazioni che raccolgono dal contesto in cui avviene il loro incontro, e quindi ad esempio, lo stato d’animo degli accompagnatori umani, la situazione fisica – spazi grandi, spazi ristretti, il posto in cui avviene l’incontro, la presenza di altri cani, etc..

Sostanzialmente questo vuol dire che un cane a cui viene ringhiato riceve messaggi specifici – ad esempio, ‘allontanati‘, ‘lascia stare il mio legno‘ oppure, mesaggi di gioco – con la caratteristica che il ringhio da gioco è più acuto e più breve degli altri ringhi.

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Lauretana

La mamma umana di Oban, autrice di Senti chi Abbaia, ama la montagna, leggere e scrivere, ha un debole per la mozzarella. Pensa che i cani siano creature straordinarie e la vita con loro un'esperienza oltre l'immaginabile che, incredibile ma vero, si scopre nella sua straordinarietà ogni giorno, anche dopo tanti anni con il cane.

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