{"id":1944,"date":"2014-09-23T14:49:08","date_gmt":"2014-09-23T12:49:08","guid":{"rendered":"http:\/\/dogdeliver.com\/blog\/?p=1944"},"modified":"2018-03-19T16:32:57","modified_gmt":"2018-03-19T15:32:57","slug":"comunicare-con-il-proprio-cane","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.dogdeliver.com\/blog\/2014\/09\/23\/comunicare-con-il-proprio-cane\/","title":{"rendered":"Comunicare con il proprio cane"},"content":{"rendered":"<p><a title=\"la comunicazione con il cane\" href=\"http:\/\/dogdeliver.com\/blog\/2013\/06\/25\/la-comunicazione\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">bla bla bla bla PALLA Bla bla bla bla PAPPA Bla bla bla bla VIENI Bla bla bla bla NO Bla bla bla bla SEDUTO<\/a>.<\/p>\n<p>Approssimativamente questo \u00e8 l&#8217;aspetto del dialogo verbale tra un umano e il suo cane.\u00a0L&#8217;umano lo inonda di parole, il quadrupede volenteroso lo guarda anche ma sul muso prevale uno sguardo interrogativo. Non che i cani non imparino parole &#8211; secondo Stanley Coren in media ne riconoscono 165 ma ce ne sono alcuni che ne imparano molte di pi\u00f9, celeberrimo \u00e8 il caso del border collie che ne riconosceva 1000 &#8211; ma diciamo che non sono il loro forte. Ovvio? N\u00ec.<\/p>\n<p><strong>La parte s\u00ec<\/strong>: se uno ci pensa \u00e8 ovvio, in fin dei conti i cani non parlano per cui come possono le parole essere il loro mezzo di comunicazione principale?<\/p>\n<p><strong>La parte no<\/strong>: la realt\u00e0 dice che non \u00e8 cos\u00ec ovvio, perch\u00e8 gli umani parlano ai loro cani.<\/p>\n<p>Il risultato \u00e8 il n\u00ec di cui sopra.<\/p>\n<p>Visto che alla base di ogni buon rapporto c&#8217;\u00e8 una buona comunicazione, si pone quindi la questione pratica, cosa capiscono i cani quando parliamo loro?<\/p>\n<p>Se facciamo un discorso, non capiscono niente. Se usiamo singole parole, di cui abbiamo insegnato loro il significato (in altri termini, una parola = un&#8217;azione) capiscono. Tra il capire e il fare poi c&#8217;\u00e8 di mezzo il famoso mare ma ne parliamo pi\u00f9 avanti.<\/p>\n<p><strong>Per farsi capire dai quadrupedi bisogna essere coerenti, essenziali e calmi.\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>La coerenza<\/strong>: una parola deve voler dire sempre la stessa cosa se no il povero cane si confonde e se anche vuole soddisfare il suo padrone non pu\u00f2 perch\u00e8 in realt\u00e0 non sa cosa deve fare. Il no &#8211; ad esempio, non salire sul divano, non salire sul letto, non grattare il tappeto &#8211; deve voler sempre dire che la cosa non si pu\u00f2 fare. Come fa il cane a capire che non deve salire sul letto se quando sale gli si dice no no e poi si ride e lo si accarezza (e quindi gli si da attenzione e lo si incoraggia)? Non pu\u00f2 capirlo. Ugualmente una parola legata ad un comportamento desiderato &#8211; ad esempio &#8216;vieni&#8217; &#8211; deve essere sempre associata a qualcosa di positivo (un premio, una carezza, un complimento) mai ad una punizione.<\/p>\n<p><strong> L&#8217;essenzialit\u00e0:<\/strong> una parola = un&#8217;azione. Se si condisce la parola essenziale con un mare di altre parole per il cane inutili si ottiene come unico risultato di annacquarla ed aumentare esponenzialmente le probabilit\u00e0 che il cane non faccia quello che gli si chiede.<\/p>\n<p><strong>La calma<\/strong>: i cani percepiscono gli stati d&#8217;animo di chi li circonda e hanno un ottimo udito. Gridare o sbraitare non fanno s\u00ec che senta meglio, hanno invece l&#8217;effetto di trasmettere agitazione &#8211; e quindi di preoccupare il cane e quindi di generare comportamenti opposti a quelli desiderati. Bisogna esprimersi in modo calmo e deciso, e senza gridare.<\/p>\n<p>Il modo migliore per <strong>non essere capiti<\/strong> dal proprio cane \u00e8 <strong>dare pi\u00f9 significati alla stessa parola e gridarla insieme ad un fiume di altre parole per lui inutili (ad esempio improperi).\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Il modo migliore per essere capiti<\/strong> dal proprio cane \u00e8:<\/p>\n<p><strong>&#8211; Una parola = un significato = un&#8217;azione<\/strong><\/p>\n<p><strong>&#8211; Dire solo quella parola: ad esempio &#8216;vieni&#8217;, &#8216;no&#8217;, &#8216;seduto&#8217;, &#8216;bravo&#8217; NON &#8216;brutto cagnaccio se non vieni ti mollo qui&#8217; oppure &#8216;ti ho detto che no non devi fare questa cosa&#8217; oppure &#8216;se stai seduto la mamma ti fa un sacco di regali&#8217;.<br \/>\n<\/strong><\/p>\n<p><strong>&#8211; Dire quella parola in modo deciso, calmo e sereno<\/strong><\/p>\n<p>Dicevamo che tra il capire e il fare c&#8217;\u00e8 di mezzo il mare. Emblematico in questo senso \u00e8 il vieni. Il cane conosce la parola vieni e sa cosa vuol dire. E&#8217; al giardino e sta facendo qualcosa che gli piace &#8211; giocando, esplorando, annusando, qualsiasi cosa &#8211; il padrone lo richiama, lui si gira ma non torna. Perch\u00e8? Semplicissimo: quello che sta facendo \u00e8 molto pi\u00f9 interessante di quello che il padrone ha da offrirgli in cambio in quel momento&#8230;<\/p>\n<p>Concludiamo. Le parole sono solo il pi\u00f9 umano e il pi\u00f9 limitato degli strumenti di comunicazione con il cane e in quanto tali devono essere usate correttamente sia nella forma che nella sostanza.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>bla bla bla bla PALLA Bla bla bla bla PAPPA Bla bla bla bla VIENI Bla bla bla bla NO Bla bla bla bla SEDUTO. 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