Lo sapevi che anche questo è maltrattamento del cane?

L’argomento maltrattamento dei cani è brutto e sgradevole, tanto che è la prima volta che ce ne occupiamo direttamente.

E’ però un tema anche importante per cui eccoci qua a parlarne, probabilmente sarà anche l’ultima volta.

Generalmente si associa il maltrattamento dei cani alla violenza fisica che è una forma attiva di abuso e la più manifesta, ma in realtà ci sono tante altre forme di maltrattamento, anche passive.

In altre parole, un cane che non è mai stato picchiato (o altri orrori simili) non è detto che non sia abusato ed è di queste ultime forme di abuso che ci occupiamo oggi.

Perchè parliamo delle seconde e non della violenza?

Principalmente per due motivi: è scientificamente provato che tanto le ferite fisiche possono guarire mentre i danni lasciati dalle altre forme di abuso possono infuenzare (negativamente) il cane per tutta la vita. Non solo. Come vedremo, il maltrattamento in forme diverse dalla violenza è molto facile e molto più diffuso di quello che si immagina.

Fondamentale ricordare che i soggetti di riferimento sono i cani, con la loro natura e le loro esigenze, e non i proprietari e quello che pensano che i cani siano o non siano e quello di cui pensano che i cani abbiano o non abbiano bisogno.

In altre parole, certi modi di trattare o gestire il cane sono maltrattamento perchè è scientificamente provato che causano sofferenza nel cane. Di fronte a questo che i proprietari o chi per loro neghino che sia così non cambia la realtà nè le loro responsabilità.

Il veterinario Frank McMillan che con altri importanti studiosi, tra cui il Prof. James Serpell, si è occupato e si occupa degli abusi sugli animali e sui cani ha indicato le forme principali di abuso emotivo:

  • Schernire, provocare e molestare
  • Terrorizzare, creare un clima di paura dove il cane vive in uno stato costante di preoccupazione per le minacce e l’ostilità nei suoi confronti; il cane vittima di questo tipo di maltrattamento non si sente mai sicuro.
  • Abbandonare
  • Isolamento sociale, far vivere il cane separato dalla sua famiglia umana, ad esempio lasciarlo in giardino da solo, legarlo alla catena, lasciarlo chiuso in terrazza
  • Sottoporlo a pressione costante ed eccessiva perchè performi e ai massimi livelli
  • Non dargli sostegno emotivo e sicurezza

A queste si aggiungono altre forme di maltrattamento, tra cui:

  • Impedire al cane di soddisfare le sue esigenze sensoriali 
  • Impedire al cane di soddisfare le sue esigenze di socializzazione
  • Lasciare il cane a sè stesso, trascurarlo e/o ignorarlo
  • Imporre al cane uno stile di vita inadatto e/o inadeguato alle sue caratteristiche e alle sue esigenze sia di razza sia individuali
  • Costringere il cane in un kennel o in gabbia per lunghe ore
  • Gridargli addosso
  • Allontanare un cucciolo troppo presto dalla mamma
  • Non dare al cane le cure necessarie in termini di cibo, salute e pulizia
  • Non dare al cane adeguato esercizio fisico
  • Lasciare il cane da solo per ore e ore

La D.ssa Jessica Pierce spiega che la forza dei maltrattamenti diversi dalla violenza è tale che è stato scoperto che molti animali se costretti a scegliere, prefericono la volenza fisica alla sofferenza emotiva.

I maltrattamenti si manifestano con sintomi comportamentali, tra cui:

  • La paura verso persone e cani sconosciuti
  • Nascondersi: un cane maltrattato cerca di nascondersi in posti dove si sente più sicuro
  • Manifestazioni di aggressività: un cane maltrattato può sentire l’esigenza di difendersi, e quindi attaccare, altri cani e/o umani da cui si sente minacciato. Spesso l’attacco è innescato da qualcosa, tra cui:
    • gesti improvvisi
    • mano che si alza
    • voce che si alza
    • toccare il cane dove è stato ferito, anche se le ferite non sono più visibili fisicamente
    • suoni improvvisi
    • oggetti, ad esempio racchette da tennis o ombrelli
    • parole specifiche o uno specifico tono di voce
  • Diffidenza: un cane che ha esperienza di abuso può perdere fiducia nelle persone perchè teme che possano ferirlo (e, ripetiamo, non si tratta solo di ferite fisiche)
  • Vocalizzazioni eccessive
  • Comportamenti compulsivi, ad esempio rincorrersi la coda, ciucciare cuscini, accumulare oggetti (i.e, scarpe)

La realtà e diffusione dei maltrattamenti sui cani che vanno oltre la violenza è tale che gl studiosi sottolineano come le attuali definizioni legali di crudeltà sugli animali sono limitate e devono essere ampliate in modo da comprendere lo spettro intero della sofferenza che gli animali sentono.

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Lauretana
Written by Lauretana
La mamma umana di Oban. Ama la montagna, leggere e scrivere, ha un debole per la mozzarella. Pensa che i cani siano creature straordinarie e la vita con loro un'esperienza meravigliosa. Come il suo peloso, è riservata e abbastanza timida. Tra i suoi amici più cari, due quadrupedi, Baffina, che abita vicino a casa, e Robin, che è andato in cielo e resterà per sempre nel suo cuore.